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Il Consiglio Regionale approva la moratoria commerciale proposta da Confeserventi

di admin
No alle liberalizzazioni e a nuovi insediamenti di grande distribuzione.

Meneguzzo: «Abbiamo vinto una prima battaglia ed ottenuto un prima importante risposta per il mondo del commercio veneto».
Aperture domenicali ridotte a 16 e blocco dei grandi insediamenti commerciali fino all’approvazione della nuova legge sul commercio. Queste le decisioni del Consiglio Regionale Veneto che riunitosi ieri sera, mercoledì 21 dicembre, ha accolto le richieste di Confesercenti, avanzate già durante la stagione estiva. Palazzo Balbi, dunque, si schiera contro le liberalizzazioni inserite nella Manovra di Mario Monti: «Occorreva evitare che gli orari di apertura dei negozi diventassero una vera e propria giungla – ha spiegato Fabrizio Tonini, direttore dell’associazione di categoria scaligera – Abbiamo sollecitato tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio, ottenendo da tutte un’ampia condivisione della nostra proposta e va dato atto all’assessore Maria Luisa Coppola ed ai consiglieri delle diverse forze politiche di avere condiviso da subito la nostra proposta e di averla fatta propria».
Grande soddisfazione anche da parte di Silvano Meneguzzo, presidente di Confesercenti Verona: «È un provvedimento che fa chiarezza e offre prospettive agli oltre 50mila esercizi di vicinato del Veneto ed ai quasi 10mila commercianti ambulanti per quanto riguarda l’assurda ipotesi di una completa liberalizzazione degli orari di apertura, comprese le domeniche. Abbiamo portato avanti una battaglia in difesa della dignità dei nostri commercianti ma soprattutto, siamo convinti, abbiamo condotto una battaglia in difesa del nostro territorio, delle nostre città dei nostri centri storici e delle centinaia di piccole realtà urbane che nella vitalità del piccolo commercio basano la loro sopravvivenza». Secondo alcuni studi della stessa associazione di categoria, infatti, per ogni posto di lavoro creato nei centri outlet se ne perdono quattro negli immediati centri storici: «Noi riteniamo che la vera sfida innovativa, la vera modernità nel nostro Veneto, sia oggi la capacità di rilanciare il ruolo delle nostre città, l’unicità dei nostri centri urbani, la qualità del nostro modello di vita – ha proseguito Tonini –. La posta in gioco non è soltanto la difesa dei piccoli esercizi commerciali, ma si tratta di capire quale modello di sviluppo vogliamo seguire. Se si prosegue su questa strada si avranno tanti comuni desertificati e altrettanti mega centri ludico-commerciali all’uscita dei caselli autostradali, una sorta di deserto americano, dove il modello seguito è stato proprio questo. Qui non è sostenibile sia per i costi sociali che per quelli economici. Nella situazione di crisi attuale occorre ritrovare, invece, i valori di prossimità».

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