Veneto: occupazione per i veneti ancora debole nei primi mesi del 2012
di adminLa regione si conferma invece tra quelle che hanno avuto il calo meno considerevole da un anno all’altro.
Milano, 15 dicembre 2011 – I datori di lavoro delle aziende venete prevedono che il rallentamento dell’occupazione continuerà anche nel primo trimestre del nuovo anno, secondo quanto emerso dall’indagine Previsioni Manpower sull’Occupazione diffusa oggi. La situazione occupazionale della regione si inserisce nell’attuale scenario congiunturale ancora sfavorevole alla domanda di lavoro. Le intenzioni di assunzione espresse dai datori di lavoro veneti intervistati da Manpower –ai quali è stato chiesto di indicare le variazioni del proprio organico aziendale nel periodo tra gennaio e marzo 2012- registrano un indebolimento rispetto al trimestre precedente pari a 2 punti percentuali. A seguito degli aggiustamenti legati a fattori stagionali, il dato previsionale sull’occupazione rilevato dall’indagine in Veneto si attesta a -5%, peggiorando rispetto ai tre mesi precedenti (era -3%) e indebolendosi di 4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2011.
L’indagine trimestrale condotta da ManpowerGroup – la più estesa inchiesta previsionale sul mercato del lavoro a livello mondiale – ha coinvolto in Veneto un campione statisticamente significativo di aziende che, esprimendo le proprie intenzioni di assunzione per il trimestre da gennaio a marzo 2012, ha delineato uno scenario occupazionale ancora poco promettente. Il dato emerso dall’inchiesta (-4%) significa che la percentuale dei datori di lavoro della regione che hanno espresso intenzione di assumere nuovo personale è minore della percentuale di quanti hanno invece previsto di ridurre il proprio organico.
La previsione occupazionale in Veneto mantiene segno negativo per i tre mesi a venire sia considerando il confronto con il trimestre precedente sia con il primo trimestre del 2011, tuttavia rispetto al dato nazionale (Italia: previsione -7%, con un miglioramento rispetto ai tre mesi precedenti ma con 10 punti percentuali in meno rispetto ad un anno fa) è una delle regioni che hanno avuto il calo meno considerevole da un anno all’altro. Considerando però che nella maggior parte delle regioni, nonostante un calo molto deciso delle previsioni di occupazione da un anno all’altro, si sta profilando un lieve miglioramento tra la fine del 2011 e inizio 2012, si può concludere che in Veneto -come in altre regioni del Nord Est- gli effetti della nuova crisi si stiano manifestando con leggero ritardo rispetto al resto del paese.
Tra i 10 settori industriali presi in esame dall’indagine, solo i datori di lavoro del comparto Trasporti e Comunicazioni fanno registrare piani di assunzione non in negativo, sebbene la Previsione pari a 0% indichi che le opportunità di lavoro saranno comunque stagnanti. Negli altri settori, i datori di lavoro prospettano un andamento dell’occupazione con segno negativo per il trimestre a venire. I piani di assunzione più deboli sono espressi dal comparto Minerario ed Estrattivo, con una Previsione che si attesta a -18%, indebolendosi sia rispetto al trimestre precedente che a un anno fa; il settore registra la Previsione meno ottimista da quando l’indagine ha avuto inizio nel terzo trimestre 2003.
Prospettive poco promettenti per chi è in cerca di lavoro anche nel comparto Pubblico e Sociale, dove la Previsione è pari a -11%, e in quello Ristoranti e Hotel a quota -9%: i due settori registrano l’indebolimento più ragguardevole rispetto a un anno fa, rispettivamente di 20 e 14 punti percentuali.
Dal confronto con il trimestre precedente, le intenzioni di assunzione sono più deboli in sei dei 10 comparti, mentre le prospettive di lavoro si rafforzano nel settore Manifatturiero e in quello delle Costruzioni.
“La nostra indagine riflette chiaramente il clima di incertezza in cui i datori di lavoro delle aziende italiane navigano da mesi” evidenzia Stefano Scabbio, amministratore delegato di ManpowerGroup Italia e Iberia. “In questi tempi incerti, con riforme e interventi politici ancora da definire e con la minaccia di una nuova recessione, non sorprende che gli imprenditori italiani continuino a esprimere intenzioni di assunzione che rimangono deboli. Alla luce di questo, l’indagine indica che gran parte delle aziende ha assunto un atteggiamento ‘attendista’, rimandando azioni importanti riguardo la composizione dei propri organici”.
In Evidenza
Progetto Fuoco 2026: la biomassa protagonista della transizione energetica

Matteo Scolari: «Il futuro passa da Verona, un anno di eventi e impegno per la città»

Matilde Breoni: «Il futuro dei giovani passa attraverso la rete e la collaborazione»

Andrea Fedrigo: «80 anni di Ance Verona, un impegno per lo sviluppo del territorio»

Stellantis: stop allo smart working dal 2027

Altromercato: 46,8 milioni di valore generato e +226% di autofinanziamento in cinque anni

Bio europeo a quota 58,7 miliardi: l’Italia leader per superfici e operatori

Mps chiude il 2025 con utili in forte crescita e dividendi record: oltre 2,6 miliardi agli azionisti

UniCredit, l’utile netto vola oltre i 10 miliardi. Nuovo slancio per il piano “Unlimited”





