In attesa di cedere le proprie deleghe, la provincia rafforzi quelle funzioni di coordinamento che le sono proprie
di adminLe province, in realtà, erano già state delegittimate dopo le ultime manovre finanziarie del governo precedente che, con i vincoli del patto di stabilità e la riduzione di trasferimenti agli enti locali per le funzioni delegate, le ha lentamente condannate alla chiusura per asfissia. Questo bilancio è simile ai precedenti e si può sintetizzare così: 1) il patto di stabilità viene rispettato 2) l’indebitamento viene ridotto 3) le opere pubbliche vengono azzerate; sono garantite solo le manutenzioni di strade e scuole. I soldi incassa ci sono ma le diaboliche alchimie del patto di stabilità impediscono di utilizzarli. In questo scenario da grande depressione, con la riduzione costante dei trasferimenti dalla regione che stanno mettendo in difficoltà i servizi del trasporto pubblico locale, ridotto ai minimi termini la formazione professionale, paralizzato il programma delle opere pubbliche che lascia al palo la realizzazione di strade importanti per il tessuto socio economico, alla nostra provincia non rimane altro che attendere il distacco della spina. Consapevoli delle difficoltà in cui si dibattono gli attuali amministratori, in questa grave congiuntura economica, abbiamo deciso di presentare emendamenti alla relazione previsionale programmatica evitando interventi di natura finanziaria. I nostri emendamenti mirano a rafforzare il ruolo di coordinamento che può e deve svolgere la provincia sulle questioni inerenti alle funzioni a cui è delegata e sui tanti nodi irrisolti del nostro territorio. Questi i nostri 10 emendamenti e ordini del giorno in cui chiediamo alla provincia di riappropriarsi del proprio ruolo di coordinamento, inserendo nella relazione previsionale programmatica allegata al bilancio di previsione 2012 e pluriennale 2012_ 2014 azioni incisive per:
1.l’approvazione del PTCP entro il 2012;
2.rispondere alla richiesta dei sindaci che chiedono di potenziare le linee del trasporto pubblico locale nelle ore di maggiore affollamento di studenti e lavoratori;
3.per chiedere la cessione del pacchetto azionario nell’autostrada Serenissima Bs -Vr – Vi- Pd;
4.ribadire la necessità di alienare lo scalo di Montichiari, un aeroporto mai decollo nonostante i copiosi investimenti fatti;
5.incentivare l’azione del volontariato all’interno del carcere di Montorio;
6.definire una progettualità per il recupero del borgo medievale di Campo situato sulle pendici del Monte Baldo nel Comune di Brenzone, riconosciuto con apposito decreto, già nel 1994, sito di grande interesse storico ed artistico dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali e dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Verona;
7.l’inserimento nel piano delle opere dell’autostrada Serenissima della realizzazione del casello autostradale di Castelnuovo del Garda;
8.la realizzazione della circonvallazione di Quaderni nel comune di Villafranca di Verona, già indicata nell’elenco delle opere prioritarie inseribili ma, di fatto ,ferma al palo per la mancanza di fondi;
9.ribadire l’importanza della realizzazione della nuova bretella di collegamento tra la S.R 62 “della Cisa Nord” di Povegliano, 2 stralcio della regionale alla strada di Dosdegà, nel comune di Villafranca di Verona; opera in attesa di finanziamento attraverso il ribasso d’asta del 2 stralcio della Grezzanella ma, vista la situazione economica ,ancora nel libro dei sogni.
10.affermare l’interesse per la realizzazione di campus scolastici, in quanto permettono di concentrare in un’unica area geografica diverse tipologie di istituti, settori e indirizzi diversificati; in grado di garantire una razionalizzazione dell’offerta scolastica, economie di spesa e flessibilità nella gestione.
Nei due ordini del giorno chiediamo:
a)all’amministrazione provinciale maggiore attenzione alle necessità delle famiglie numerose, sensibilizzando L’Atv di cui la provincia è socia al 50%, sulla necessità di prevedere agevolazioni tariffarie per l’acquisto di abbonamenti a chi ha più figli che usano il mezzo pubblico per andare a scuola ;
b)che la provincia si faccia carico di coordinare i sindaci del territorio sull’introduzione del “Quoziente Parma” ; un sistema per rimodulare le tariffe di accesso ai servizi degli enti locali non più soltanto in base all’Isee, ma a seconda del numero di figli a carico della famiglia, della presenza di anziani, disabili o di minori in affido, presenza di uno o entrambi i genitori e situazione occupazionale. In pratica il “Quoziente Parma”, permette l’abbattimento dei costi a seconda del “carico assistenziale” che ogni famiglia deve affrontare, con eliminazione degli scaglioni Isee e calcolo delle tariffe caso per caso.
Proposte concrete che, se condivise dal consiglio provinciale, potrebbero essere lasciate in eredità a chi , tra regione e comune, prenderà le deleghe e le competenze che una volta erano della provincia.
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