No a sacrifici inutili e a licenziamenti immotivati.
di adminChi si interessa di vedere come va l’Italia e di capire quali scenari si aprono nei prossimi giorni, parlare di futuro è più difficile, si pone queste ed altre domande. Saprà Monti e la sua squadra di professori spezzare quel filo di continuità con la prima repubblica, e operando al superamento di dualismi ed i burocratismi, inventati per impedire il ritorno al totalitarismo, diano fiato alla rinascita del nostro Paese o siamo condannati ad un periodo buio e nero con una discesa sempre più rapida? Questo vorrebbe dire per noi, ma anche per l’Europa, una sconfitta economica epocale e una ineluttabile perdita di spazi a favore di Paesi in forte sviluppo che fondando il loro sviluppo sull’economia reale toglieranno molti degli spazi in cui oggi si muove l’Italia e l’Europa. Sul successo del Prof. Monti, con un Governo che rappresenta il meglio oggi sul mercato italiano, però sono leciti vari dubbi vista la cronica situazione con i partiti pronti a ritagliarsi i loro spazi. Certo che se il refrain, il ritornello, è che tutti devono fare sacrifici, hanno ragione i giovani e quelli che protestano in strada: i sacrifici li devono fare quelli che negli ultimi cinque o dieci anni hanno vissuto di privilegi ed la libertà di impresa non deve prevedere licenziamenti immotivati, in genere in Italia, un datore di lavoro non si priva a cuor leggero dei suoi collaboratori, bisogna che il lavoro sia specchio della dignità e della preparazione e della professionalità del lavoratore e se deve essere licenziato lo sia per reali motivazioni economiche. Se, come temo Monti farà solo cosmesi istituzionale, perché non potrà fare di più con i veti incrociati dei partiti e delle varie istituzioni, forse galleggeremo, forse affonderemo, con una unica consolazione, non saremo i soli a fare harakiri, ovvero suicidarsi economicamente.
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