Turismo, cambia il modo di promuovere il territorio veneto
di adminGiorgio Sartori
Uno dei punti più interessanti del progetto di legge della Regione Veneto, rubricato con il numero 170 e relativo alla riscrittura della vigente normativa in materia di turismo, sembra essere quello relativo alle nuove modalità di fare promozione e commercializzazione del prodotto turistico.
Non vanno sottaciuti anche altri qualificanti punti del progetto di legge, quali l’attrazione nel regime d’impresa di tutte le attività extralberghiere, momento di qualificazione del settore con ricadute positive per il turista.
Ma in questa sede desideriamo focalizzare l’attenzione sulla promozione turistica, che vede nelle strutture associate, meglio conosciute come Consorzi, il motore propulsivo, l’attuatore, pur nelle difficoltà economiche dei trasferimenti regionali.
Nella nostra Provincia esistono due Consorzi, “Verona Tuttintorno” e “Lago di Garda è…”, che, accreditati presso la direzione regionale del turismo, sviluppano l’attività nel contesto dei cosiddetti S.T.L, acronimo di sistemi turisti locali.
In buona sostanza ogni Consorzio promuove il territorio di propria competenza.
L’idea inserita nel progetto di legge, voluto dall’Assessore regionale al turismo Marino Finozzi, è di spostare l’azione di promozione e commercializzazione dai consolidati sistemi turistici locali agli S.T.T., sistemi turistici tematici.
Scuole di pensiero che porterebbero entrambe alla creazione di un’unica struttura di promozione: un Consorzio unico, S.T.L., per Provincia o un Consorzio unico per tematismo (lago, montagna, città d’arte, mare, terme, eccetera).
Come spesso accade per le novità, la proposta dell’assessore Finozzi, non ha trovato immediata ricezione, ma,cosa positiva, ha acceso il dibattito tra gli addetti ai lavori, in primis tra le categorie del turismo che si riconoscono in Confturismo-Confcommercio.
In questo contesto appare interessante l’iniziativa di Finozzi che ha dato vita al progetto tematico della Pedemontana, che intende sviluppare il turismo, in tutte le sue molteplici sfaccettature (territorio, arte, cultura, enoturismo, gastronomia, natura, paesaggio, eccetera), dei Comuni che si snodano su quest’asse viario, appartenenti alle province di Treviso, Vicenza e Verona.
Un’idea innovativa che mira a promuovere tutto ciò che sta a monte ed a valle del tratto autostradale Venezia-Verona.
L’accordo di programma per la pedemontana, che nella nostra provincia interessa 23 Comuni, nato da un’idea dell’Assessore regionale è stato condiviso, per primo, dal Sindaco di San Pietro Incariano.
Crediamo che Finozzi con questa iniziativa voglia anche saggiare la bontà dei sistemi turistici tematici (lago, montagna, città d’arte, mare, terme, eccetera), rispetto ai conosciuti sistemi turistici locali.
Per contribuire alla conoscenza dei tematismi e comprenderne la loro validità, le Confcommercio di Treviso, Vicenza e Verona, unitamente ai loro rispettivi Consorzi di promozione turistica, hanno dato vita ad una A.T.S., associazione temporanea di scopo, con capofila, per motivi puramente tecnici, la Confcommercio opitergina.
E’ auspicabile che a questa A.T.S., strumento peraltro previsto dalla delibera regionale e costituito non per prevaricare, ma per accendere semplicemente il motore promozionale, aderiscano, l’adesione è aperta, libera e senza particolari formalità, tutti gli Enti ed Organismi, quali la Provincia, i 23 Comuni,i G.A.L., i Consorzi e le Strade del vino ed altro se ve n’è, quali conoscitori delle peculiarità del territorio e, pertanto, determinanti per il successo del tematismo pedemontano.
Un test, un banco di prova del sistema turistico tematico che non può non vedere i predetti Enti ed organismi seduti allo stesso tavolo.
Nelle prossime settimane la Confcommercio di Verona, unitamente ai due Consorzi, inizierà una serie di contatti per informare gli Enti ed Organismi e verificare la possibilità di stendere assieme la progettualità per il tratto di pedemontana veronese,
Contemporaneamente continueranno le prove di dialogo tra i due Consorzi veronesi, per pervenire con gradualità e nel rispetto delle singole peculiarità, alla creazione di economie di scala, assolutamente necessarie ed inderogabili, quale conseguenza delle ristrettezze del bilancio della Regione, che ha tagliato pesantemente, suo malgrado, i fondi a favore dei Consorzi.
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