Esportazioni record (+ 30 %) e offensiva internazionale per il formaggio Asiago Dop
di adminGli Stati Uniti si confermano mercato estero di riferimento. Exploit dell’Australia
L’anno 2010 si chiude con il massimo livello storico di esportazioni per il formaggio Asiago a Denominazione di Origine Protetta, che mette a segno un lusinghiero incremento del 30% rispetto al 2009. Gli Stati Uniti si confermano primo mercato di destinazione estera, seguiti da Svizzera, Francia e Germania. Da rimarcare la performance del mercato australiano, che ha importato nell’anno oltre sessanta tonnellate di prodotto, pari ad un incremento di oltre il 50%.
Il nuovo anno segna comunque l’inizio di una nuova stagione di promozione, che vedrà il Consorzio di Tutela Formaggio Asiago impegnato in una serie di attività per l’aumento della consapevolezza delle qualità salienti del prodotto e del significato di DOP, con particolare riferimento proprio al mercato estero.
Dal 16 al 18 gennaio, la quarta specialità casearia vaccina DOP d’Italia parteciperà a “Winter Fancy Food” di San Francisco, esposizione alimentare che con i suoi 80 mila prodotti di qualità e più di 1.300 espositori provenienti da 35 nazioni, riveste un ruolo cruciale per la promozione sul mercato nordamericano, che rivela una domanda in sensibile ripresa. Dall’Altopiano vicentino a quello della Meseta, l’Asiago parteciperà poi per la prima volta a “Madrid Fusion”, uno dei più quotati incontri mondiali di cultura culinaria che si svolgerà nella capitale iberica dal 25 al 27 gennaio. Il Formaggio Asiago sarà presente, insieme al Parmigiano-Reggiano ed al Gorgonzola, con un programma di degustazioni ed abbinamenti che vedranno i tre grandi formaggi DOP in abbinamento ad alcune eccellenze della gastronomia internazionale.
«Lo sviluppo internazionale rappresenta una delle priorità tracciate dal nostro Consiglio di Amministrazione, che ha di recente varato un nuovo piano di sviluppo triennale», spiega Flavio Innocenzi, direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. «A questo proposito», prosegue, «va rimarcato che il prezzo di cessione all’estero è mediamente superiore all’Italia e comunque in crescita, quindi le esportazioni possono contribuire in maniera sostanziale a migliorare la redditività delle vendite per i nostri produttori».
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