Finchè a Roma si discute (e si fa dell’altro), nel Veneto ci si arrangia
di adminLa faccenda aveva un che di mediatico, non pareva che fosse così drammatico, ma non potendo avere il quadro di insieme, si prendevano per buone le prime notizie arrivate. E’ vero poi che moli hanno fatto da se , è bastato un primo aiuto e poi tutti giù a ripristinare con le loro mani il possibile, cosa peraltro che credo sarebbe successa anche altrove in Italia. Sta di fatto però che un senso di dignità civica ha evitato esagerazioni e sovradimensionamenti reali. Altrove invece continuano discussioni politiche che tradiscono l’incapacità di questo Paese di agire, dove tutto è controllato da controllori controllati; altrove si tocca con mano l’effetto delle irresponsabilità pubbliche non consentono mai di individuare un diretto responsabile e sulle quali i cittadini spesso ci sguazzano; altrove si assiste ai fatti della mala gestione pubblica organizzata a sistema, classico esempio di una parte d’Italia malata. Tutto ciò non deve ripetersi nel Veneto. I Veneti vogliono il federalismo per potersi assumere le responsabilità; i Veneti non debbono aver paura di rimanere abbandonati dal sistema politico. L’alluvione toccata a loro, è stata esaltata per paura di essere sminuiti, ma, poi, passato il momento mediatico, è stata invece una ulteriore prova di responsabilità sociale. Fatti i conti con la propria coscienza pochi hanno cercato di sfruttare il momento, tutti si sono dati da fare per ripristinare l’ordinarietà. Forse un esempio di moralità pubblica; forse la paura di disturbare chi fa dello Stato un totem da non svegliare, se si può; forse, qualcuno dirà, una stupidata, dato che c’era la possibilità, melius abundare quam deficere; ma, ora, passata la prima emergenza, se sono rimaste delle risorse non sprechiamo l’occasione di consolidare con le opere necessarie il territorio e la struttura delle piccole e medie aziende e se qualche figura ha sbagliato non facciamo che nulla cambi.
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