Selci blu. Sindaco Tosi: “Indagine Spisal esclude presenza di idrocarburi nell’aria e conferma idoneità deposito ex Arsenale”
di admin
Lo afferma il Sindaco Flavio Tosi che oggi pomeriggio ha illustrato l’indagine ambientale effettuata dallo Spisal (Servizio prevenzione igiene e sicurezza ambienti di lavoro) per la ricerca di possibili inquinanti organici volatili e gassosi nell’ambiente in cui sono custodite le selci, condotta in collaborazione con l’ARPAV di Verona e Padova. “Il mistero sulle cause del viraggio cromatico, quindi, rimane –conclude il Sindaco– per questo l’Amministrazione comunale è intenzionata ad andare fino in fondo alla vicenda. Il Comune ha speso centinaia di migliaia di euro per mettere a norma i locali: eravamo certi che il cambio di colore dei reperti non poteva essere imputato alla scarsa idoneità del sito alla conservazione delle selci e i risultati dell’indagine dello Spisal oggi lo hanno confermato”. L’analisi ha previsto la ricerca di 47 sostanze organiche volatili. Di queste: metiletilchetone e toluene sono presenti in concentrazioni di 1.4 parti per miliardo; cicloesano e naftalene (quest’ultimo risulta usato per la conservazione dei reperti zoologici presenti nel locale zoologia dell’Arsenale) sono presenti in concentrazione di 5 parti per miliardo; acetone e 2metil-butano in tracce, le rimanenti sostanze non sono rilevabili. “Si osserva –è scritto nel referto- che le sostanze organiche volatili rinvenute sono presenti in ppb (parti per miliardo) mentre i valori limite di esposizione dei lavoratori (v. D.Lgs. 81/08) sono espressi in ppm (parti per milione) quindi un ordine 1000 volte superiori”. L’analisi eseguita ha evidenziato i seguenti risultati: Acido fluoridrico: concentrazione inferiore a 0,09 ppm (limite di rilevabilità del metodo); Acido cloridrico: concentrazione inferiore a 0.2 ppm (limite di rilevabilità del metodo). Non sono state considerate le seguenti sostanze chimiche: alogeni (cloro, fluoro, iodio, bromo) come tali in quanto non sono emerse sorgenti di emissione degli stessi (es. bombole di gas, possibilità di residui armi chimiche..); alcali diluiti (Sodio, Potassio, Cesio, Francio, Litio) in quanto non è emersa a vista presenza di prodotti liquidi nel deposito. “Dai risultati delle indagini effettuate –sono le conclusioni del referto- non emergono situazioni di rischio per la salute degli addetti”.
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