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Difendiamo le intercettazioni serie da quelle di distruzione di massa

di admin
Il calderone mediatico inquina le piazze ed i poco o male informati.

Alcune categorie che vivono ai bordi della legalità approfittando di leggi incomplete e di un sistema giudiziario farraginoso stanno facendo un mucchio di confusione sull’uso delle intercettazioni. L’Italia è l’unico Paese (almeno tra quelli democratici), dove le intercettazioni telefoniche ed ambientali sono abnormi rispetto alla popolazione ed alle forme di delinquenza. Continui e reiterati abusi raramente perseguiti hanno condotto indagini che di giudiziario non hanno nulla a sbattere il mostro in prima pagina, a linciarlo ed a rovinare la vita a migliaia di persone che poi dalle indagini giudiziarie vere sono stati, per varie ragioni, assolti. Distruzioni di vita e di coscienze di massa. Questo, se da un lato dimostra che in questo campo c’è chi vive di questi espedienti stimolando i lati più bui della razionalità umana dicendo che fa servizio pubblico ( giornalisti, avvocati, investigatori, tecnici), abusando di autorizzazioni concesse dalla magistratura molto benevolmente (a volte sembrano postume) , dall’altro dimostra che il sistema giudiziario ha gli anticorpi per respingere queste invasioni. Teoricamente quindi il meccanismo funziona, c’è chi sbaglia e chi corregge gli sbagli ! Il fatto è che il lasso di tempo a volte stritola irrimediabilmente chi incappa in queste ganasce mediatico giudiziarie. Ecco allora necessario un giro di vite che regolamenti. Sarebbe stato bene che nei due anni di tempo si fosse giunti ad un intendimento comune su come addivenire ad una regolamentazione, ma le campagne elettorali e le lobbies, si scontrano e non riescono a mettersi d’accordo. Ed allora chi è al governo deve assumersi la responsabilità e fare una proposta e portarla a termine , poi i cittadini col voto (referendario o politico) potranno premiare o no la scelta del governo.

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