Guerre e aumenti gasolio, Confartigianato Trasporti: «Le imprese reagiscano subito»
di RedazioneLe tensioni internazionali e l’instabilità geopolitica stanno riportando al centro del dibattito il costo del gasolio, una delle principali voci di spesa per le imprese di autotrasporto. A lanciare l’allarme Confartigianato Trasporti, che si rivolge direttamente agli autotrasportatori associati invitandoli ad affrontare con tempestività l’aumento dei prezzi del carburante.
«L’acutizzarsi della crisi internazionale e l’instabilità nelle aree di produzione energetica – spiega Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona – stanno provocando nuove oscillazioni del prezzo del greggio, cui si aggiungono dinamiche speculative che incidono sul costo finale alla pompa. Il risultato è un incremento progressivo del prezzo del gasolio che torna a pesare in modo significativo sui bilanci delle imprese del settore».
«Per l’autotrasporto – osserva Brandellero – questo significa maggiore esposizione finanziaria legata all’anticipo del carburante, compressione dei margini operativi soprattutto nei contratti a tariffa fissa, tensioni sulla liquidità e difficoltà nel trasferire tempestivamente gli aumenti lungo la filiera».
Il carburante rappresenta infatti una componente strutturale dei costi di esercizio delle flotte. Mediamente il gasolio incide tra il 25% e il 35% dei costi operativi e anche variazioni di pochi centesimi al litro, su base annua, possono produrre effetti rilevanti sul conto economico delle imprese. Per i mezzi oltre le 7,5 tonnellate il rimborso delle accise attenua solo in parte l’impatto, mentre per i veicoli leggeri l’aumento si riflette direttamente sui costi aziendali.
Di fronte a questo scenario, il Presidente di Confartigianato Trasporti Verona invita le imprese a non subire passivamente l’andamento dei prezzi. Tra le azioni suggerite: verificare la presenza e l’effettiva applicazione delle clausole di adeguamento carburante nei contratti con i committenti, monitorare con regolarità il costo medio del gasolio, pianificare con attenzione i flussi di cassa in vista di possibili ulteriori aumenti e migliorare l’efficienza operativa riducendo i chilometri a vuoto e investendo nella guida efficiente e nella manutenzione preventiva dei mezzi.
Brandellero richiama inoltre il ruolo dell’azione associativa. «Confartigianato Trasporti – sottolinea – continuerà a sensibilizzare le istituzioni sulle ricadute della crisi energetica sul settore» e non esclude di chiedere al Governo «l’apertura di un confronto per individuare misure urgenti e strutturali a sostegno della competitività delle imprese di autotrasporto».
«Questo è un momento che richiede lucidità e coesione – conclude Brandellero –. Il carburante è una variabile che non possiamo controllare, ma possiamo governare la gestione finanziaria, contrattuale e organizzativa delle nostre imprese. Anticipare i problemi è il modo migliore per evitare che diventino emergenze».
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