Catullo, infrastruttura strategica: perché un aeroporto “medio” può fare la differenza
di Matteo ScolariDopo 55 mesi di lavori e 90 milioni di euro di investimenti, il Progetto Romeo ha consegnato a Verona uno scalo rinnovato, ampliato, più efficiente e sostenibile. Non un semplice restyling, ma un ripensamento strutturale: da 24 mila a 36 mila metri quadrati, nuovi gate, impianti di sicurezza e gestione bagagli di ultima generazione, attenzione concreta alla sostenibilità energetica. Un aeroporto che oggi si presenta con una veste funzionale ed elegante, all’altezza dei migliori scali europei di media misura. Ma la questione non è architettonica. È strategica.
L’aeroporto come moltiplicatore economico
Un aeroporto non è solo un luogo di transito. È una piattaforma economica. Ogni collegamento attivato genera flussi turistici, relazioni commerciali, investimenti. Ogni frequenza aggiuntiva consolida filiere: dal manifatturiero all’agroalimentare, dal congressuale alla logistica leggera.
I numeri parlano chiaro: superare i 4 milioni di passeggeri annui non è un dato simbolico, è un cambio di scala. Significa massa critica sufficiente per attrarre nuove rotte, per dialogare alla pari con vettori internazionali, per sostenere la crescita di un territorio che sfiora i 20 milioni di presenze turistiche l’anno tra città e Lago di Garda.

In un contesto ad alta densità aeroportuale – Bergamo, Bologna, Venezia nel raggio di un’ora e mezza – la sopravvivenza non è scontata. Serve una strategia. E la strategia scelta nel Nordest è stata quella del sistema: coordinamento invece di competizione interna, specializzazione invece di sovrapposizione. Una scelta industriale prima ancora che politica.
Medio non significa marginale
La dimensione “media” può essere un vantaggio competitivo. Uno scalo come il Catullo può garantire tempi di percorrenza ridotti, un’esperienza passeggeri più fluida, una qualità percepita elevata. Può diventare l’aeroporto “naturale” di un territorio ad altissima vocazione turistica e produttiva, senza le congestioni tipiche dei grandi hub.
È qui che la qualità dell’infrastruttura fa la differenza. Un terminal moderno, luminoso, efficiente, con servizi adeguati e spazi ben progettati, non è solo una questione estetica: è un messaggio. Dice al viaggiatore, all’investitore, all’organizzatore di eventi che il territorio è maturo, affidabile, pronto. Nel mondo post-pandemico, la reputazione infrastrutturale pesa quanto – se non più – degli incentivi economici.

Il nodo dei collegamenti: la vera partita
Se il Progetto Romeo ha completato la trasformazione interna, ora la sfida si sposta all’esterno. Un aeroporto moderno deve essere facilmente raggiungibile. Il collegamento ferroviario verso Verona Porta Nuova e verso il Lago di Garda non è un vezzo progettuale: è la condizione per consolidare la competitività dello scalo.
La nomina di un commissario per accelerare l’iter indica una volontà politica chiara. Ma serviranno visione, risorse e realismo. Le grandi opere richiedono tempo. Nel frattempo, occorre lavorare su soluzioni intermedie, migliorare l’accessibilità stradale, integrare trasporto pubblico e servizi aeroportuali. Un aeroporto cresce se è connesso. E cresce ancora di più se è percepito come parte di un sistema territoriale coeso.
Pubblico e privato: una lezione da non dimenticare
C’è un altro elemento che merita attenzione: la collaborazione tra socio pubblico e partner industriale. La storia recente del Catullo racconta di bilanci in perdita prima del rilancio e di investimenti strutturali dopo l’ingresso in un sistema industriale solido. Non è un dettaglio.
Le infrastrutture strategiche hanno bisogno di governance stabile, competenze manageriali e visione di lungo periodo. Il dibattito ideologico su “pubblico contro privato” è sterile se non si guarda ai risultati. E i risultati, oggi, sono misurabili: traffico in crescita, investimenti realizzati, scalo competitivo.

L’eredità olimpica e la responsabilità del futuro
Le Olimpiadi hanno offerto una vetrina globale. Milioni di persone hanno visto Verona. Ma la visibilità è un’opportunità solo se supportata da infrastrutture adeguate. L’aeroporto rinnovato è uno dei tasselli che permettono di trasformare un evento straordinario in sviluppo strutturale. La vera domanda non è se un aeroporto di media dimensione sia sufficiente. La domanda è: è coerente con il territorio che serve?
Per Verona e il suo sistema economico, la risposta oggi è sì.
Il Catullo non deve diventare un mega-hub. Deve essere efficiente, connesso, attrattivo. Deve sostenere turismo, imprese, internazionalizzazione. Nel medio periodo deve anche determinare la capacità di un territorio di restare competitivo.
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