Elisa De Berti: «Collegare il Catullo è la sfida strategica dei prossimi anni»
di Matteo ScolariSe il Progetto Romeo ha trasformato l’Aeroporto Valerio Catullo in una infrastruttura moderna, elegante e sostenibile, la vera partita dei prossimi anni si giocherà sull’accessibilità. Elisa De Berti, già vicepresidente della Regione Veneto e oggi consigliera con delega alle Infrastrutture strategiche, rivendica la continuità del lavoro svolto e indica la direzione: connessioni ferroviarie efficienti per rafforzare la competitività dello scalo veronese in un contesto ad alta densità aeroportuale.
Consigliera, il Progetto Romeo era considerato da molti un obiettivo ambizioso. Oggi è realtà. Che valore ha questo risultato?
Era un sogno, e come tutti i sogni importanti c’era anche chi non ci credeva. Oggi invece siamo qui a constatare che l’aeroporto di Verona sta crescendo ed è quello che, nel sistema aeroportuale veneto, cresce di più. I numeri lo confermano. Questo significa che la visione industriale e istituzionale è stata corretta e che il lavoro di squadra ha portato risultati concreti.

Ora però si apre una nuova fase. Quanto sono strategici i collegamenti?
Sono fondamentali. Se vogliamo proiettare l’aeroporto nel futuro e farlo competere con gli altri scali che ci circondano – e non dimentichiamo che a un’ora e mezza abbiamo Bergamo, Bologna e Venezia – dobbiamo garantire un valore aggiunto. Questo valore aggiunto è il collegamento ferroviario, non solo verso la stazione di Verona Porta Nuova e quindi lungo la linea Verona-Mantova, ma anche verso il Lago di Garda.
La nomina del commissario straordinario che significato ha?
È un passo importante, concreto. La nomina del commissario consente di accelerare un percorso complesso, che richiede tempo e autorizzazioni. Non significa che le opere si realizzeranno immediatamente, ma indica una volontà politica chiara e una determinazione ad andare avanti. Continueremo a lavorare, come abbiamo fatto in questi anni, in maniera seria e silenziosa per arrivare all’obiettivo.
Il Lago di Garda è spesso citato come elemento chiave di questo progetto infrastrutturale. Perché?
Perché rappresenta un bacino turistico straordinario, con numeri che parlano da soli. Se vogliamo che l’aeroporto continui a crescere e a sopravvivere in un sistema competitivo, dobbiamo integrarlo pienamente con il suo territorio di riferimento. Il collegamento con il Garda significa rendere più accessibile una delle mete più importanti d’Europa e rafforzare ulteriormente il ruolo strategico del Catullo.

C’è chi parla di un’opera complessa e dai costi elevati. È una sfida sostenibile?
È una sfida impegnativa, questo sì. Ma le grandi infrastrutture richiedono visione di lungo periodo. Dobbiamo lavorare su più livelli: progettazione, sostenibilità ambientale, copertura finanziaria. L’importante è non perdere di vista l’obiettivo strategico. Il Progetto Romeo ci ha dimostrato che, con determinazione e collaborazione tra istituzioni e soggetti industriali, i traguardi si possono raggiungere.
In sintesi, quale sarà la priorità dei prossimi anni?
Consolidare quanto è stato fatto e completarlo con i collegamenti. Un aeroporto moderno, sostenibile e in crescita ha bisogno di essere facilmente raggiungibile. Questa è la sfida infrastrutturale che abbiamo davanti e che intendiamo portare avanti con responsabilità e concretezza.
In Evidenza
Confindustria: crescita fragile e rischio shock energetico. Riello: «Difendere la manifattura»

Lavoro, il Veneto rallenta: nel 2025 meno crescita ma Verona resta tra le province più dinamiche

Locazioni turistiche, Edoardo Nestori confermato alla guida di LOCATUR Veneto

Pasqua 2026, prenotazioni in forte crescita e occupazione in aumento

Poste Italiane punta dritta su Tim: «Vogliamo guidare la trasformazione tecnologica»

Revolut vola: utili record a 2,3 miliardi e ricavi a 6 miliardi, spinta globale per la banca digitale

Shock petrolifero, mercati sotto stress: sale l’inflazione, ma niente panico recessione

Tra geopolitica e portafogli: il nuovo equilibrio tra banche, risparmi e investimenti

Geopolitica e filiere sotto stress: rincari e ritardi mettono sotto pressione le imprese tecnologiche





