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Verona Stone District, appello forte e accorato per scuola e formazione

di Matteo Scolari
Alla cena di Natale del Distretto industriale veneto del marmo, il presidente Filiberto Semenzin ha lanciato un messaggio chiaro: «Senza investimenti e sostegno alle scuole di specializzazione, non ci sarà futuro per il nostro settore».

È stata la nuova ed elegante sede Monteleone 21, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, di proprietà di Masi Agricola, a ospitare giovedì 4 dicembre la cena di Natale di Verona Stone District, il Distretto industriale del marmo di Verona e Vicenza.

L’esterno della sede di Monteleone 21.

Oltre 220 ospiti, tra istituzioni, imprenditori, rappresentanti del mondo bancario e della formazione, hanno condiviso una serata di festa ma anche di riflessione sul futuro del settore lapideo.

Oltre 220 ospiti presenti alla cena.

Condotta da Debora Alberti Botteon, la serata ha visto alternarsi sul palco diverse autorità. A prendere per primo la parola è stato il padrone di casa, Sandro Boscaini, presidente di Masi, che ha presentato al pubblico il progetto architettonico di Monteleone 21, inizialmente concepito dall’architetto Libero Cecchini, poi reinterpretato e realizzato dall’architetto Giovanna Mar e dal suo studio veneziano.
«Questa sia la vostra casa – ha detto Boscaini ai presenti –. La sede in cui vi trovate è stata concepita per dare spazio ai prodotti di questa terra e di questo territorio, tra cui certamente il vino, ma anche il marmo».

L’intervento di Sandro Boscaini.

Sono poi intervenuti i presidenti dei consorzi veronesi del marmo, tra cui la novità di Niccolò Guardini, neo presidente del Consorzio di Tutela Pietra della Lessinia. Emozionato, Guardini ha ricordato il grande lavoro svolto dal suo predecessore, Sandro Peretti, il cui impegno – assieme al precedente consiglio di amministrazione – ha portato lo scorso marzo al risultato storico della nuova legge regionale che riconosce gli sfridi e i fanghi di lavorazione come sottoprodotti, e quindi riutilizzabili in progetti di recupero ambientale.

L’intervento di Niccolò Guardini, neo presidente del Consorzio Tutela Pietra della Lessinia.

Un risultato che auspicano di poter ottenere anche il Consorzio Marmisti della Valpantena – Va di Pan, presieduto da Renato Dal Corso, e il Consorzio Marmisti Veronesi – Asmave, presieduto da Donato Larizza. Entrambi hanno sottolineato il valore di una filiera che nei secoli ha permesso di creare benessere e ricchezza, non solo economica ma anche architettonica, in Italia e all’estero.

Dal Corso, Guardini e Larizza.

A rilanciare con maggiore enfasi quanto emerso dai presidenti Dal Corso e Larizza è stato il presidente di Verona Stone District Filiberto Semenzin, il quale – senza mezze misure – ha rivolto un appello alle aziende presenti (e non solo), richiamando il senso di responsabilità necessario per sostenere la Scuola tecnica del marmo dell’Istituto Salesiani San Zeno, un centro di formazione professionale nato a Sant’Ambrogio di Valpolicella nel 1986.

L’intervento del presidente Filiberto Semenzin.

Il percorso formativo, diviso in due indirizzi, permette di conseguire la qualifica professionale triennale di Operatore meccanico su macchine a controllo numerico o di Operatore delle lavorazioni artistiche, entrambe riconosciute a livello europeo secondo lo standard EQF di livello 3.
Oltre alla formazione di base triennale, la scuola offre corsi di istruzione superiore nel restauro rivolti a neo-diplomati o neo-laureati, nonché corsi di formazione continua e aggiornamento professionale per lavoratori, in partnership con importanti aziende del territorio.

«Abbiamo spostato la sede per le lezioni teoriche a Verona, presso l’Istituto Salesiani San Zeno, e due giorni alla settimana, con un pullman messo a disposizione gratuitamente, gli studenti salgono nella sede storica di Sant’Ambrogio, dove si trovano i laboratori per le lezioni pratiche – spiega Semenzin –. Stiamo parlando di 60 alunni del percorso triennale e di oltre 40 della Scuola di restauro, che rappresentano per noi il futuro del settore».

Il momento dell’appello da parte di Semenzin.

«L’appello è rivolto a tutte le aziende del Distretto, sia di Verona che di Vicenza, che complessivamente sono più di seicento – sottolinea Semenzin –. Basterebbero poche centinaia di euro di contributo all’anno da parte di ogni impresa per garantire un percorso formativo di assoluta qualità, senza il quale si mette a rischio la sostenibilità delle aziende stesse, già provate dalla difficoltà di reperire personale specializzato e non solo. Il richiamo che ho voluto rimarcare questa sera è quindi a nome di un intero comparto, che deve essere consapevole che senza investimenti in formazione non ci saranno speranze di sopravvivenza».

Presenti alla serata numerose autorità, tra cui il presidente di Veronafiere Federico Bricolo e il presidente di Confimi Apindustria Verona (socia di Verona Stone District) Claudio Cioetto, accompagnato dal direttore Lorenzo Bossi.

Il tavolo istituzionale.

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