Amarone 2021: Valpolicella fa centro tra qualità, mercato e sostenibilità
di Redazionedi Alice Martini
La nuova location alle Gallerie Mercatali ha messo d’accordo tutti, produttori e consumatori, soddisfatti di poter disporre di uno spazio più ampio e logisticamente attrezzato, capace di accogliere le 67 aziende produttrici che hanno portato in anteprima il loro Amarone di annata 2021.
L’evento, organizzato dal Consorzio Vini Valpolicella dal 30 gennaio al 1° febbraio, ha accolto quasi 1500 appassionati e 400 operatori che, oltre ad assaggiare alcune delle etichette di punta, hanno scoperto le caratteristiche della nuova annata.
«Pur in un anno complesso, caratterizzato da una prima fase fredda con gelate primaverili e da una seconda segnata da siccità e caldo estivo – è la fotografia emersa dal panel di assaggio dell’ente consortile, composto da esperti enologi e degustatori – il profilo risulta un’integrazione completa delle componenti sensoriali, con un equilibrio derivante dalla gestione dell’appassimento e dalla finezza dell’affinamento, oltre a una struttura elegante con solide prospettive di invecchiamento. Una sfida affrontata con successo grazie alla resistenza del vigneto e alla competenza dei viticoltori della Valpolicella».

Amarone, icona del Made in Italy
Sono parole di elogio quelle del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che nel presentare l’evento ha sottolineato come «promuovere l’Amarone e la cucina italiana come patrimonio Unesco, in sinergia con le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, sia un impegno importante non solo dal punto di vista economico ma anche culturale». Un ruolo rafforzato anche dal nuovo Regolamento europeo sulle Indicazioni geografiche, che riconosce ai Consorzi di tutela una funzione strategica nell’offerta turistica.
L’obiettivo è chiaro: consolidare i mercati storici, come gli Stati Uniti, e aprirne di nuovi, tra cui l’India, anche attraverso una nuova campagna di comunicazione.
Sostenibilità: +47% nel 2025
Con un valore aggiunto di mercato cresciuto del 110% in tre anni, per la prima volta le pratiche sostenibili certificate rappresentano la maggioranza del vigneto in Valpolicella.
«Stiamo puntando forte sulla sostenibilità – ha dichiarato il presidente del Consorzio, Christian Marchesini – perché è una leva di mercato decisiva, soprattutto nel Nord Europa e in Nord America, dove viene percepita come un reale valore aggiunto». La certificazione volontaria Sqnpi (Sistema di qualità nazionale di produzione integrata) ha infatti registrato una crescita del 47% nel solo 2025.

Mercato
Sul fronte del mercato, per la prima denominazione rossa del Veneto e tra le più importanti d’Italia, con un giro d’affari superiore ai 600 milioni di euro, il 2025 si chiude in lieve flessione, ma con segnali di ripresa nell’ultimo trimestre.
L’Amarone registra un -2,4% (circa 102 mila ettolitri). Pesano i dazi statunitensi nella seconda parte dell’anno, che determinano un gap di valore del -5,8%, insieme ai cali in Svizzera (-9,8%), Danimarca (-3,7%) e Norvegia (-6,5%).
Risultati positivi, invece, in mercati strategici come il Canada (+4,8%), la Germania (+5,1%), la Svezia (+4,7%), il Regno Unito (+8,9%) e i Paesi Bassi (+12%).
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