Cubi festeggia 40 anni e cresce ancora: «La nostra forza? La squadra»
di Giorgia PretiQuarant’anni di storia, una trasformazione continua e una crescita che non si arresta. CUBI SRL, oggi tra le realtà di riferimento in Italia nel settore degli impianti tecnologici, celebra un anniversario importante e lo fa con lo sguardo rivolto al futuro. Ospite negli studi di Focus Verona Economia, il direttore tecnico e socio Marco Pizzato ripercorre insieme a noi la storia dell’azienda, i progetti sul territorio, l’espansione nel settore delle energie rinnovabili e la chiave di un successo che dura da quattro decenni.
Direttore, quest’anno avete raggiunto un traguardo speciale: i vostri primi 40 anni di attività. Non è qualcosa che capita tutti i giorni.
Percorrere un cammino imprenditoriale così lungo non è facile, viste anche le difficoltà dei tempi. Quest’anno abbiamo festeggiato questo traguardo importante insieme a tutti i nostri collaboratori. L’azienda è cambiata molto: il fondatore aveva avviato una classica realtà di impiantistica elettrica, che nel tempo si è evoluta. Negli ultimi dieci anni abbiamo ampliato i settori della termoidraulica, climatizzazione e condizionamento per edifici industriali, e ci siamo sviluppati anche nelle energie rinnovabili, in particolare nel fotovoltaico. Questo ha reso ancora più ampio il nostro know-how.
La festa che avete organizzato a Caselle è stata un vero Family Day, condiviso con tutti i dipendenti.
Come soci tenevamo molto a celebrarlo insieme ai nostri collaboratori. I traguardi raggiunti sono frutto del lavoro di squadra, inevitabile e fondamentale per crescere.
Parliamo di circa 150 dipendenti: numeri importanti.
Esatto, per un’azienda del settore parliamo di numeri molto elevati.
Siete nati e cresciuti sul territorio di Verona, dove continuate a essere molto presenti.
L’azienda, partita dalle piccole dimensioni, si è radicata naturalmente qui. Oggi operiamo su scala nazionale, soprattutto al Nord, ma rimaniamo legati al territorio con opere importanti.
Opere come Palazzo Bocca Trezza, il cogeneratore di Borgo Trento e il progetto Veronamercato.
Esatto. Veronamercato l’abbiamo praticamente concluso. Palazzo Bocca Trezza è una ristrutturazione significativa per il Comune di Verona, anche questa in fase finale. Per Agsm Verona stiamo completando un ampliamento del cogeneratore che produce calore per gli edifici del Comune. Sono progetti impegnativi, di cui siamo orgogliosi.
Entriamo negli ambiti operativi principali dell’azienda.
Il settore elettrico resta il nostro pilastro, per esperienza e presenza di mercato. Dieci anni fa abbiamo implementato il settore termoidraulico e termotecnico, quindi climatizzazione per edifici industriali e terziari. Ci siamo strutturati sia dal lato tecnico sia operativo. Infine, abbiamo sviluppato il settore delle energie rinnovabili, soprattutto il fotovoltaico. È un momento storico che spinge all’abbandono delle fonti fossili: per noi è una sfida e anche un’opportunità per crescere e contribuire a un futuro più sostenibile.
Il fotovoltaico è diventato uno dei vostri core business.
Sì, è uno dei rami principali. Operiamo sia nell’autoconsumo per edifici industriali sia negli impianti a terra dedicati alla produzione. Gestiamo il ciclo completo: dall’idea e dalle aree disponibili, passando per le autorizzazioni, fino alla costruzione chiavi in mano. Ci proponiamo come EPC per progetti completi.
Il vostro posizionamento come top player è confermato anche dalle collaborazioni con grandi aziende nazionali e internazionali.
Certamente. Storicamente, nel settore dell’impiantistica industriale lavoriamo con clienti come Pastificio Rana, Aia e nel settore ospedaliero con la Clinica Pederzoli. Nel campo delle energie rinnovabili abbiamo raggiunto importanti accordi quadro che si sono già tradotti in contratti significativi per il fotovoltaico.
State lavorando anche fuori da Verona, come dimostra il nuovo dipartimento di Fisica dell’Università di Padova.
Stiamo portando a termine il nuovo Dipartimento di Fisica “Galileo Galilei”. È un’opera importante all’interno delle infrastrutture universitarie di Padova e siamo molto orgogliosi di questo progetto.
Con 150 dipendenti, di cui 40 solo nel settore tecnico, immagino che non stiate mai fermi…
Abbiamo ingegneri e tecnici dedicati allo sviluppo di tutti gli elementi necessari per la gestione dei cantieri. La macchina organizzativa è complessa, ma estremamente rodata.
La famosa domanda da un milione di dollari: qual è la chiave del vostro successo dopo quarant’anni?
La coesione della squadra. Siamo un gruppo affiatato che vuole esprimersi al meglio nel proprio lavoro. I traguardi che ci poniamo li abbiamo sempre raggiunti, e puntiamo a continuare così. Questo ci rende orgogliosi e ci dà la spinta per andare avanti.
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