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I fantastici sette

di Ingrid Sommacampagna
Giovedì 23 ottobre, alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Verona, sono stati nominati i 7 Best of Wine per le Great Wine Capitals.

Ben centodieci aziende hanno partecipato ieri in Camera di Commercio al concorso Best Of Wine Tourism 2026, giunto alla sua nona edizione: solo sette di queste hanno vinto il premio, rappresentando l’enoturismo 2026. Si tratta di Bertani, L’Oste Scuro, Rambaldi di Guerrieri Rizzardi, Tenuta Le Cave, Terre di Pietra, Veronasped e Villa Crine.

«Verona è il contesto ideale per la crescita dell’enoturismo e serve lavorare per fare rete, mettendo al centro della strategia progettuale lo sviluppo di questo segmento strategico in costante crescita», spiega Paolo Arena di Best of Wine. Verona è la capitale del vino ed è la provincia che esporta di più in Italia, per un controvalore di quasi 1,3 miliardi di euro l’anno. Il 2016 ha segnato l’inizio di questo percorso, per fare entrare Verona tra le grandi capitali del vino e, oggi, la città fa parte delle undici realtà mondiali del network. In nove anni sono state molte le attività e gli eventi, in un connubio tra vino e turismo, e oltre alle sette aziende premiate durante la serata, anche le altre 110 cantine pubblicate sulla nuova edizione della Guida rimarcano l’eccellenza veronese.

Paolo Arena.

«Verona è la prima città in termini di esportazioni del vino, ricordandoci sempre del mondo dell’olio, con gli stand dei produttori qui presenti che fanno parte del Verona Wine and Olive Tourism», aggiunge Arena. Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio di Verona, ha inaugurato la serata illustrando quanto l’enoturismo veronese abbia un peso importante: 18 milioni di presenze l’anno (15 milioni sul lago e 3 milioni a Verona), che comprendono persone attratte anche dal buon vino, sottolineando quali strumenti siano stati messi in gioco per garantirne efficacia ed efficienza.

Giuseppe Riello e Paolo Arena.

Il territorio veronese viene promosso attraverso la cultura del vino, costruendo attività ad hoc che permettono uno sviluppo costante dell’enoturismo, in un lavoro che dura dodici mesi l’anno. «Senza il mio team, senza l’eccellenza delle nostre cantine e dei nostri frantoi, Verona non sarebbe la capitale italiana del vino», prosegue Arena. Nella nuova edizione della Guida Verona Wine and Olive Oil Tourism, che egli rappresenta, figurano oltre 110 cantine vitivinicole, dalle più piccole alle più grandi, coinvolte in un riconoscimento che va esteso a tutti i produttori, non solo ai sette vincitori candidati al premio internazionale di Bordeaux, elogiando il sacrificio di tutti nel rappresentare quotidianamente l’eccellenza.

Il 6 novembre, a Bordeaux, i sette vincitori si confronteranno con gli altri finalisti delle Great Wine Capitals, l’associazione che riunisce nel mondo undici città a forte matrice enologica, dove il vincitore internazionale verrà inserito poi nello store mondiale. I premiati della serata del 23 ottobre erano già stati preannunciati da una web serie, in cui ogni episodio svelava un enigma e la relativa cantina vincitrice. La serata ha ospitato inoltre l’esibizione di artisti.

In Valpolicella, il premio Esperienze innovative nell’enoturismo è stato assegnato a Bertani di Grezzana, grazie all’esplorazione immersiva dedicata alla storica collezione di Amarone Classico, tra memoria storica e innovazione. Per le Esperienze enogastronomiche la scelta è caduta sul ristorante scaligero L’Oste Scuro di Verona e sulle sue mille etichette in carta. Si sposta invece sul Lago di Garda il riconoscimento per la Ricettività, con la residenza diffusa Rambaldi Apartments di Guerrieri Rizzardi, che ha creato un borgo nel centro di Bardolino. Un’armonia tra architettura, pietra locale della Lessinia e ambiente, riscontrata anche nella vincitrice del premio Architettura e paesaggio, Tenuta Le Cave di Tregnago, i cui titolari hanno salvato la collina dall’essere trasformata in discarica.

Terre di Pietra, a San Martino Buon Albergo, si è aggiudicata il riconoscimento Pratiche sostenibili nell’enoturismo, avendo esteso la sostenibilità dall’agricoltura all’accoglienza, con particolare attenzione alla dimensione umana, dove le donne rappresentano il valore aggiunto dell’azienda. Il premio Arte e cultura è andato invece a Villa Crine, dimora storica in Valpolicella, a Pedemonte di San Pietro in Cariano, per il suo restauro, la valorizzazione e il percorso enoturistico che uniscono storia, tradizione e cultura locale. Sul fronte dei Servizi per l’enoturismo, la protagonista è Veronasped, vero e proprio hub che facilita gli acquisti di vino da parte degli ospiti.

Queste eccellenze racchiudono storia e valori: energia, coraggio, sostenibilità, accoglienza, passione e valorizzazione delle persone sono i capisaldi della loro forza.

La prossima tappa delle Great Wine Capitals, in programma a Bordeaux dal 2 al 6 novembre 2025, comporterà un’ulteriore selezione che nominerà un unico player italiano (il 6 novembre), e lo stesso farà ciascun Paese coinvolto nel network.

Verona – con Adelaide (Australia), Bilbao Rioja (Spagna), Bordeaux (Francia), Hawke’s Bay (Nuova Zelanda), Losanna (Svizzera), Mainz (Germania), Mendoza (Argentina), Porto (Portogallo), San Francisco/Napa Valley (USA) e Valparaíso/Casablanca Valley (Cile) – è la rappresentante italiana delle Great Wine Capitals, di cui vanta tutt’ora la presidenza di turno, assegnata al vicepresidente della Camera di Commercio, Paolo Arena.

L’associazione The Great Wine Capitals Global Network coinvolge un totale di 24,4 milioni di abitanti e registra una presenza turistica complessiva di 56 milioni di arrivi. La produzione di vino espressa dalla rete è pari a oltre 29 milioni di ettolitri annui, per un vigneto che si estende su 516 mila ettari e più di 2200 imprese del vino aperte agli enoturisti (+45% dal 2022 al 2024).

«Riteniamo perciò che la partnership avviata dalla Camera di Commercio con le Great Wine Capitals sia di grande importanza, soprattutto per la capacità dell’associazione di creare legami, condividere know-how e sviluppare programmi di cooperazione», conclude Arena.

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