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Fiere, Urso incontra Aefi e IT-EX: verso riforma organica e protocollo per il Made in Italy

di Matteo Scolari
Al Mimit confronto con Maurizio Danese e Raffaello Napoleone: in arrivo un’intesa strategica per rafforzare internazionalizzazione e sostegni al comparto. Attese ricadute anche per Verona e il Veneto.

Passo avanti per il sistema fieristico italiano: al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è svolto oggi l’incontro tra il ministro Adolfo Urso, il presidente di Aefi Maurizio Danese e il presidente di IT-EX Raffaello Napoleone, con l’obiettivo di consolidare una visione comune di sviluppo e di rafforzamento dell’internazionalità delle manifestazioni. Al centro del confronto la necessità di una riforma organica del settore, anche tramite un disegno di legge dedicato, per innovare il comparto e prevedere strumenti di sostegno finanziario alle filiere espositive, leva decisiva per l’export e la competitività delle imprese.

Adolfo Urso
Il ministro Adolfo Urso.

Il dialogo ha riguardato inoltre il protocollo d’intesa di prossima sottoscrizione tra Mimit, Aefi e IT-EX, pensato per strutturare una collaborazione stabile tra istituzioni e operatori, in un’ottica di sinergia pubblico-privato. Tra le ipotesi allo studio, il potenziamento della presenza delle Case del Made in Italy all’interno delle fiere, per favorire in modo più strutturato l’accesso ai mercati esteri delle aziende italiane, in particolare delle pmi. Un’impostazione che interessa da vicino anche Verona e il Veneto, dove il sistema fieristico rappresenta uno dei motori dell’economia territoriale e un canale primario per l’internazionalizzazione delle filiere agroalimentari, manifatturiere e del turismo d’affari.

Il percorso di confronto tra le due associazioni, già avviato nei mesi scorsi, entra dunque in una fase operativa con la regia del Mimit: nei prossimi passaggi saranno definiti i contenuti del protocollo e le misure per rafforzare governance, innovazione e attrattività del calendario fieristico italiano. Per i quartieri espositivi veneti, a partire da Verona, l’eventuale riforma e l’intesa con il Ministero possono tradursi in nuove opportunità per imprese e territorio, consolidando il ruolo delle fiere come piattaforma di business e di diplomazia economica per il Made in Italy.

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