Banca Valsabbina investe in Surety Shield per la digitalizzazione delle fideiussioni
di Matteo ScolariBanca Valsabbina rafforza il suo impegno verso l’innovazione tecnologica entrando con una quota del 9,1% nel capitale sociale di Surety Shield S.r.l., startup che ha sviluppato la piattaforma “Fideiussioni Digitali”. L’operazione è avvenuta attraverso un aumento di capitale complessivo di 2,25 milioni di euro, con la partecipazione di altri investitori industriali, per accelerare lo sviluppo e la diffusione di questa soluzione tecnologica.
La piattaforma, ideata da Cetif Advisory – spin-off del Cetif dell’Università Cattolica – e conferita in Surety Shield, utilizza la blockchain per gestire in modo trasparente ed efficiente l’intero ciclo di vita delle fideiussioni bancarie e delle cauzioni assicurative. Lo strumento si rivolge a banche, assicurazioni, istituti finanziari, pubblica amministrazione e imprese appaltatrici, offrendo un sistema agile per emissioni, escussioni e svincoli delle garanzie.
«Questa operazione rientra nella nostra strategia di sostegno all’innovazione nei servizi finanziari – ha commentato Hermes Bianchetti, Vicedirettore Generale Vicario di Banca Valsabbina – e conferma la volontà di contribuire allo sviluppo di soluzioni digitali ad alto valore aggiunto. La piattaforma Fideiussioni Digitali rappresenta un passo avanti per il settore, rispondendo a esigenze di trasparenza, efficienza e sicurezza, soprattutto nei rapporti tra impresa, banca e pubblica amministrazione».

Entusiasta anche Antonio Sorrentino, CEO e Co-Fondatore di Surety Shield: «Questa operazione rappresenta un’opportunità strategica per accelerare il nostro percorso di crescita e consolidare la nostra posizione di leadership a livello nazionale. Già oggi numerosi attori del settore sono operativi sulla piattaforma, a pochi mesi dall’entrata in vigore della normativa che introduce la verifica in blockchain delle fideiussioni negli appalti pubblici».
Banca Valsabbina, fondata nel 1898, opera oggi con 73 filiali, di cui 8 in provincia di Verona, 900 dipendenti e masse amministrate per 13 miliardi di euro, consolidandosi come interlocutore di riferimento per famiglie e PMI del territorio.
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