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Cariverona trasferisce la competenza sulla provincia di Ancona a Fondazione Carifac

di Matteo Scolari
Cambia la mappa delle fondazioni bancarie: l’intesa (accordo da 35 milioni di euro) punta a rafforzare la vicinanza operativa della fondazione fabrianese e l’impatto sociale sul territorio marchigiano.

Un passaggio di testimone che segna un momento storico per le fondazioni di origine bancaria. È stato presentato ad Ancona l’accordo tra Fondazione Cariverona e Fondazione Carifac, che prevede il trasferimento della competenza territoriale sulla provincia di Ancona dalla realtà veronese a quella fabrianese. Un’intesa che si inserisce in un percorso di riorganizzazione strategica, sostenuto da Acri, con l’obiettivo di rendere più efficace e vicina al territorio l’azione filantropica.

L’accordo, di natura volontaria e paritaria, prevede diversi punti chiave: un contributo straordinario una tantum di 35 milioni di euro da Cariverona a Carifac per sostenere il territorio anconetano, il mantenimento degli impegni già assunti da Cariverona per circa 10 milioni di euro, e il trasferimento patrimoniale a Carifac del suolo di Palazzo Camerata, già concesso in proprietà superficiaria al Comune di Ancona.

Giordano, Cenzi, Silvetti, Azzone.

Tra le novità anche l’ingresso del Comune di Ancona e dell’Università Politecnica delle Marche nell’Organo d’Indirizzo di Fondazione Carifac, rafforzando il legame con le istituzioni locali.

«Questa operazione rappresenta un esempio virtuoso di dialogo e responsabilità istituzionale» ha dichiarato Bruno Giordano, presidente di Cariverona, mentre Dennis Luigi Censi, presidente di Carifac, ha sottolineato come la fondazione sia pronta a garantire «continuità territoriale e relazioni consolidate con gli attori locali».

Il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, ha avuto un ruolo determinante nell’accompagnare il percorso, assicurando il raccordo tra le parti e dando voce alle esigenze della comunità.

Per Giovanni Azzone, presidente di Acri, si tratta di un’operazione che «si inserisce nel percorso di razionalizzazione avviato dal Protocollo Acri-Mef del 2015» e che porterà maggiore prossimità alle esigenze del territorio.

L’intesa ha già ricevuto l’approvazione degli organi interni delle due fondazioni ed è ora in attesa del via libera dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per le modifiche statutarie. Una volta perfezionata, rappresenterà un tassello importante per rafforzare l’impatto sociale e culturale delle fondazioni sul territorio.

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