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A Verona il mutualismo è energia: CER protagoniste della transizione ecologica

di Matteo Scolari
Oltre 100 le CER cooperative in fase di sviluppo in Italia secondo Legacoop, con modelli capaci di ridurre i costi in bolletta e generare coesione sociale. A Verona, l’evento promosso da Legacoop Veneto con il patrocinio del Comune riaccende il dibattito su un nuovo protagonismo energetico delle comunità.

Si è tenuto giovedì 20 giugno, nella prestigiosa Sala Arazzi del Comune di Verona, l’incontro dal titolo “Il mutualismo nelle CER: realtà e prospettive di un nuovo modello per imprese, cittadini ed enti locali”, promosso da Legacoop Veneto con il patrocinio del Comune. Un momento di confronto pubblico che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti del settore, cooperative e cittadini, attorno al tema cruciale delle Comunità Energetiche Rinnovabili Cooperative (CER) come leva di transizione ecologica ed equità energetica.

Ad aprire i lavori Davide Mantovanelli, Segretario Provinciale di Legacoop, seguito dai saluti istituzionali dell’Assessore comunale alla Transizione ecologica Tommaso Ferrari, che ha evidenziato come «la sostenibilità può e deve essere anche democratica e mutualistica. Il Comune è pronto a fare la sua parte, come facilitatore e promotore».

Tra i relatori Giorgio Nanni (Legacoop nazionale), che ha illustrato il modello cooperativo applicato alle CER: «Grazie al programma Respira 2.0, insieme a Coopfond e Banca Etica, seguiamo oltre 100 CER dalla progettazione alla gestione. I risultati parlano chiaro: bollette ridotte del 20–30%, autoconsumo sopra il 70%, benefici occupazionali e sociali».

L’intervento di Giorgio Nanni.

Marta Cenzi, responsabile area istituzionale della Fondazione Cariverona, ha descritto l’impegno a sostegno delle comunità energetiche: «Abbiamo attivato un programma da quasi 400mila euro per rafforzare le 15 CER attive tra Verona, Vicenza, Belluno e Ancona. Accompagniamo i territori sviluppando competenze, non solo erogando fondi».

Antonio Bottega (Legambiente Verona) ha lanciato un monito: «A Verona sono solo due i gruppi di autoconsumo e una CER in progettazione. Serve un approccio più strutturato e sistemico per centrare gli obiettivi nazionali: 5 GW entro il 2027».

Riccardo Tessari, vicepresidente della CER Lucense 1923, ha portato l’esperienza concreta del fare cooperazione energetica: «Senza strumenti semplici e alleanze solide tra enti locali, cittadini e cooperative, il rischio è che le CER restino solo sulla carta».

In chiusura, il presidente di Legacoop Veneto Devis Rizzo ha tracciato la rotta: «Ci impegniamo a rendere le CER accessibili e replicabili. La nostra rete è pronta a sostenere chi vuole fare parte del cambiamento, dal piccolo Comune alla grande cooperativa».

Devis Rizzo, presidente Legacoop Veneto.
Devis Rizzo, presidente Legacoop Veneto.

L’incontro si è concluso con un appello corale a promuovere formazione, cultura e partecipazione per costruire una nuova governance dell’energia fondata sul mutualismo. Una strada che, anche a Verona, può fare la differenza.

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