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Giubileo del lavoro, economia e finanza: riflessione e speranza nella Basilica di San Zeno

di Matteo Scolari
Venerdì 9 maggio 2025, a partire dalle ore 17.00, mons. Domenico Pompili e il sociologo Mauro Magatti si confronteranno in un tempo in cui il valore del lavoro umano è al centro delle sfide sociali e produttive.

Un momento di riflessione profonda su lavoro, giustizia sociale ed economia, nel cuore della città di Verona. Venerdì 9 maggio 2025, a partire dalle ore 17.00, la Basilica di San Zeno ospiterà il Giubileo del mondo del lavoro, dell’economia e della finanza, un evento che si propone come occasione di confronto e speranza, in un tempo in cui il valore del lavoro umano è al centro delle sfide sociali e produttive.

L’iniziativa, promossa dalla Diocesi di Verona, vedrà la partecipazione di esponenti provenienti da diversi ambiti lavorativi, insieme al prof. Mauro Magatti, sociologo ed economista di rilievo nazionale, e al vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili.

Il sociologo Mauro Magatti.

«Il lavoro è alleanza sociale che genera speranza», è il messaggio guida dell’incontro, che si propone di leggere la dimensione lavorativa non solo in chiave economica, ma anche come fondamento di dignità, relazioni e crescita civile.

A seguire, sarà celebrata la liturgia del Giubileo, presieduta dal vescovo Domenico, come momento spirituale e simbolico che unisce fede e impegno nel quotidiano.

La basilica di San Zeno.

L’iniziativa si inserisce nel percorso verso il Giubileo universale del 2025, ma tocca con forza anche le sfide attuali del nostro tempo. È significativo che a ispirare il senso dell’evento siano le parole di Papa Francesco, che più volte ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di creare lavoro vero, dignitoso e inclusivo:

«Non dimenticatevi del lavoro, non dimenticatevi dei lavoratori. Il lavoro è la sfida del nostro tempo, e sarà ancora di più la sfida di domani. Senza lavoro degno e ben remunerato i giovani non diventano veramente adulti, le diseguaglianze aumentano. A volte si può sopravvivere senza lavoro, ma non si vive bene. Perciò, mentre create beni e servizi, non dimenticatevi di creare lavoro, buon lavoro, lavoro per tutti».

Un invito chiaro, rivolto a imprese, istituzioni, comunità, per fare del lavoro non solo un mezzo di produzione, ma un’opera comune di umanizzazione e coesione sociale.

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