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Part-time in Veneto: 288mila assunzioni nel 2024, in crescita anche tra gli uomini

di Matteo Scolari
L’analisi di Veneto Lavoro: oltre 415 mila occupati con contratto a orario ridotto, 6 su 10 sono donne. Resta alto il divario di genere, ma scende il part-time involontario.

Il contratto a tempo parziale si conferma elemento strutturale del mercato del lavoro veneto, con numeri ormai consolidati che testimoniano la sua evoluzione da misura per l’inclusione sociale a strumento flessibile per rispondere alle trasformazioni economiche. Secondo l’ultima analisi pubblicata da Veneto Lavoro, nel 2024 sono stati 415 mila i lavoratori con contratto part-time in Veneto, pari al 18,6% del totale degli occupati, in linea con la media europea del 19%.

La componente femminile resta predominante, con 340 mila donne, pari al 35% delle occupate, mentre il part-time coinvolge solo il 6% degli uomini occupati, pari a circa 76 mila lavoratori. Nonostante il divario, si registra un incremento della componente maschile, segnale che l’orario ridotto sta progressivamente trovando spazio anche nei percorsi professionali maschili.

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Nel corso del 2024 si sono registrate circa 288 mila nuove assunzioni part-time, corrispondenti al 33% del totale. In oltre il 61% dei casi si tratta di donne, ma è proprio il comparto maschile a segnare una crescita più sostenuta rispetto all’anno precedente. Le assunzioni a tempo parziale si concentrano soprattutto in ambiti ad alta stagionalità e rotazione, in particolare nei servizi, turismo, commercio al dettaglio, pulizie e servizi alla persona.

Il part-time si afferma anche come risposta all’organizzazione del lavoro nelle imprese terziarie, diventando funzionale al modello produttivo e, talvolta, rappresentando l’unica porta d’accesso per chi è alla ricerca di occupazione. È invece meno diffuso in agricoltura, industria e logistica, con eccezioni per il made in Italy e alcuni comparti specifici.

Un dato significativo riguarda la natura prevalentemente temporanea del part-time: si tratta infatti in larga parte di contratti a tempo determinato e di breve durata, con scarse trasformazioni in full-time o rapporti stabili. Tuttavia, l’analisi di Veneto Lavoro chiarisce come il part-time sia spesso una scelta volontaria, specie tra le donne, per conciliare lavoro e vita privata, anche se permangono aree di part-time involontario, più diffuse tra gli uomini.

Nel decennio 2014–2024, il tasso di part-time involontario è calato sensibilmente in Veneto, oggi ben al di sotto della media nazionale (che nel 2023 segnava un 54%). In questo senso, il Veneto mostra una maggiore capacità di trasformare il part-time in strumento flessibile e partecipativo, senza penalizzare eccessivamente le aspettative di carriera e la stabilità lavorativa.

Resta comunque una riflessione aperta sulla qualità del lavoro part-time: se da un lato offre maggiore autonomia nella gestione dei tempi, dall’altro comporta minori tutele economiche e pensionistiche, oltre a limitate possibilità di crescita professionale.

Il report completo, dal titolo “Part-time e mercato del lavoro in Veneto: scelte, necessità, strategie”, è disponibile nella sezione Osservatorio di www.venetolavoro.it, con dati aggiornati, analisi per settore e commenti normativi.

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