I lavoratori AGEC Onoranze Funebri proclamano lo stato di agitazione
di Matteo ScolariIl clima di incertezza e preoccupazione che da mesi coinvolge i lavoratori di AGEC Onoranze Funebri ha raggiunto un punto di svolta. Le segreterie provinciali di Filctem CGIL, Femca CISL e UILTEC UIL Verona, insieme alla RSU aziendale, hanno annunciato ufficialmente lo stato di agitazione, con l’astensione dallo straordinario. Una decisione che arriva dopo il silenzio istituzionale seguito alla richiesta d’incontro inviata lo scorso 14 marzo 2025 all’Amministratore Unico di AGEC O.F., alla Presidente di AGEC e al Sindaco di Verona, in qualità di referente politico sulle società partecipate del Comune.
La richiesta sindacale, ancora oggi senza risposta, nasce da una forte preoccupazione per il futuro di AGEC Onoranze Funebri, anche alla luce della delibera 125/2024, nella quale si evidenzia come non siano chiari i presupposti per il mantenimento della partecipazione azionaria di AGEC nella controllata.
A peggiorare la situazione, si somma la crisi strutturale del personale, con carenze ormai croniche che rendono sempre più difficile garantire un servizio efficiente e dignitoso, tanto per i lavoratori quanto per la cittadinanza. Le rappresentanze sindacali sottolineano inoltre la totale assenza di investimenti, che mina non solo l’operatività quotidiana ma anche la prospettiva di continuità aziendale nel medio e lungo termine.
«È arrivato il momento di agire» – affermano i sindacati – «non per ostacolare il servizio, ma per salvaguardarne il futuro. Siamo consapevoli del ruolo strategico che AGEC Onoranze Funebri riveste nel territorio veronese, un servizio che tocca le persone in momenti di massima fragilità. La nostra protesta nasce dalla volontà di proteggere questa funzione pubblica fondamentale, e di ottenere garanzie reali per i lavoratori e per i cittadini».
Con questo comunicato, le sigle sindacali si appellano direttamente al Sindaco di Verona, chiedendo una convocazione urgente per affrontare il nodo della partecipazione azionaria e per discutere un piano concreto di rilancio aziendale. L’obiettivo è chiaro: salvaguardare posti di lavoro e assicurare alla città un servizio dignitoso, professionale e continuativo.
La proclamazione dello stato di agitazione non è solo un segnale d’allarme, ma anche un atto di responsabilità. I lavoratori scelgono di astenersi dallo straordinario, pur sapendo che questo potrà generare disagi alla cittadinanza, nella speranza che ciò possa accelerare un confronto risolutivo. “Ci scusiamo per ogni possibile disagio”, concludono i sindacati, «ma chiediamo attenzione e risposte: non possiamo permettere che un servizio pubblico così delicato venga abbandonato all’incertezza».
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