Zaia: «I dazi USA un duro colpo per l’export veneto. Vinitaly sarà il nostro banco di prova»
di Matteo Scolari«I dazi annunciati da Trump rappresentano un colpo duro per il nostro export». Così il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta con preoccupazione ma anche con determinazione l’introduzione delle nuove tariffe doganali da parte dell’amministrazione statunitense, che colpiscono direttamente alcuni dei comparti di punta dell’economia veneta: manifattura, agroindustria e soprattutto il settore vinicolo, da sempre fiore all’occhiello dell’export regionale.
Secondo Zaia, la risposta a questa misura deve essere coordinata a livello europeo, evitando reazioni impulsive ma agendo con la necessaria fermezza. «L’Italia deve far valere la propria voce con autorevolezza, facendosi capofila all’interno di un’Europa che auspico possa muoversi unita, in una battaglia estremamente delicata. Il Veneto è pronto a fare la sua parte», dichiara il Governatore.
E la prima occasione utile per tradurre queste parole in fatti concreti sarà Vinitaly, il grande appuntamento internazionale che si terrà a Verona nei prossimi giorni. «Vinitaly sarà il primo grande banco di prova mondiale dopo l’annuncio di Washington – sottolinea Zaia –. Con 3.000 operatori attesi e 120 top buyer statunitensi, sarà un momento fondamentale per confrontarsi con il mercato, stringere accordi e iniziare a costruire risposte concrete».

Il comparto vinicolo veneto arriva a Vinitaly con numeri solidissimi: quasi 10,7 milioni di ettolitri di vino prodotti nel 2024, pari a una crescita del 9,7% rispetto all’anno precedente. L’export rappresenta quasi 3 miliardi di euro, con gli Stati Uniti che si confermano il primo mercato estero, assorbendo oltre 593 milioni di euro di vino veneto. Una forza trainante per l’intero sistema produttivo regionale, composto da 9.569 aziende di grandi dimensioni e 12.797 imprese riunite in cantine sociali.
Ma con l’introduzione dei dazi, questa filiera rischia un colpo durissimo. Ecco perché, secondo Zaia, la strategia non può limitarsi alla difesa del presente: «È necessario diversificare le rotte commerciali, aprire nuovi mercati, esplorare scenari alternativi e consolidare quelli già esistenti. Diversificare oggi significa proteggere domani».
Accanto alla necessità di esplorare nuove opportunità internazionali, Zaia ribadisce l’importanza di rafforzare il dialogo con gli Stati Uniti, senza cedere alla logica dello scontro: «Non servono rotture, ma chiarezza e fermezza. Il Governo sta già lavorando bene in questa direzione, e il Veneto è pronto a supportare ogni iniziativa che abbia come obiettivo la difesa del nostro export».
Le dichiarazioni del Presidente Zaia arrivano in un momento particolarmente delicato per il sistema economico italiano e internazionale. L’introduzione dei dazi rischia di compromettere anni di consolidamento e crescita del Made in Italy all’estero, in particolare per prodotti ad alta riconoscibilità e identità territoriale come quelli veneti.
Il messaggio finale è chiaro: «Difendere il nostro export significa difendere lavoro, impresa e identità produttiva. E il Veneto, come sempre, è pronto a fare la sua parte con concretezza e visione».
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