Autotrasporto in stato di agitazione: insoddisfazione per le risposte del Ministero
di Matteo ScolariL’incontro dello scorso 11 marzo tra il Ministero dei Trasporti e Unatras, il coordinamento delle associazioni dell’autotrasporto, si è concluso senza soluzioni concrete per il settore. Paolo Brandellero, presidente di Confartigianato Trasporti Verona, ha espresso profonda insoddisfazione per l’esito del confronto, sottolineando come le aziende siano ormai allo stremo e si valuti il ricorso ad azioni drastiche, compreso il fermo dei servizi.
Per Verona, il settore autotrasporto rappresenta un comparto strategico, con 1.924 imprese iscritte all’Albo Autotrasportatori, suddivise tra 981 società e 937 ditte individuali. A queste si aggiungono le numerose aziende attive nel settore logistica e magazzinaggio, che vivono le stesse difficoltà. L’aumento dei costi di gestione, la difficoltà nel reperire autisti e le carenze del sistema logistico stanno mettendo a dura prova la tenuta del comparto.

Durante l’incontro a Roma, i rappresentanti del Ministero, guidati dal Capo di Gabinetto Alfredo Storto, hanno illustrato lo stato di avanzamento dei provvedimenti richiesti dal settore, ma senza fornire certezze su tempi e modalità di attuazione. Secondo Confartigianato Trasporti Verona, il confronto ha vissuto momenti di forte tensione, proprio a causa della vaghezza delle risposte ministeriali.
Le richieste avanzate dalla categoria riguardano questioni di primaria importanza. In primo luogo, i tempi di attesa per il carico e scarico, per cui ancora non sono state individuate modalità efficaci che rendano esigibili le norme vigenti. L’assenza di certezze in questo ambito genera inefficienze e pesanti ripercussioni economiche sulle imprese, oltre ad avere un impatto sulla sicurezza stradale. Servono misure normative che sanzionino i committenti inadempienti, garantendo maggiore stabilità finanziaria alle aziende di autotrasporto.
Altro punto critico è la riforma della Carta di Qualificazione del Conducente (CQC), per la quale si chiede che le sanzioni per violazioni commesse nell’esercizio dell’attività siano applicate esclusivamente sulla CQC e non sulla patente. È inoltre necessario semplificare il conseguimento della certificazione, adeguandola alle direttive europee.
Un capitolo fondamentale è quello della formazione dei conducenti, per cui Confartigianato Trasporti propone una radicale riforma dei programmi per le patenti superiori. La mancanza di autisti qualificati è una delle cause principali della crisi del settore e il sistema attuale, con percorsi complessi e costosi, scoraggia i giovani e i lavoratori in transizione. La riforma dovrebbe essere accompagnata da strumenti di sostegno economico, per incentivare l’ingresso di nuove risorse nel mercato del lavoro.
Anche sul fronte investimenti, il Ministero ha ammesso difficoltà nel recuperare fondi per il settore, lasciando le imprese in una situazione di forte incertezza.
Il Ministero dei Trasporti ha chiesto dieci giorni di tempo per fornire risposte più concrete, mantenendo aperto il tavolo di confronto. Tuttavia, la categoria non è disposta ad attendere a lungo. Unatras ha convocato il proprio Comitato Esecutivo per deliberare sulle prossime azioni da intraprendere. Secondo Paolo Brandellero, se il Governo non prenderà provvedimenti urgenti, si rischia il blocco delle merci e una crisi che metterebbe in ginocchio migliaia di aziende del settore.
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