Ottimismo dei giovani italiani all’estero: l’analisi di Fondazione Nord Est
di RedazioneNegli ultimi 12 anni, oltre 1,2 milioni di giovani italiani sono emigrati, in cerca di opportunità migliori. Secondo l’ultima ricerca della Fondazione Nord Est, il fenomeno non accenna a diminuire e i numeri reali potrebbero essere ancora più alti. Tuttavia, contrariamente a quanto spesso si pensa, i giovani italiani all’estero non vivono situazioni di disagio: la loro esperienza è caratterizzata da ottimismo, benessere economico e soddisfazione personale.
L’indagine traccia un ritratto sorprendente: più della metà degli intervistati dichiara di avere un tenore di vita superiore alla media dei loro coetanei italiani, e solo il 7,4% lo considera inferiore. Inoltre, vivono in condizioni di maggiore autonomia: all’estero, solo uno su otto risiede ancora con i genitori, rispetto al quasi 50% dei giovani del Nord Italia.
Lavoratori o studenti, i giovani emigrati dimostrano grande intraprendenza. Circa il 74% ha un lavoro stabile, mentre il 19% è impegnato in percorsi universitari o di alta formazione. Tra gli occupati, più di nove su dieci sono lavoratori dipendenti, spesso impiegati in ruoli tecnici o qualificati per i quali le imprese italiane faticano a trovare candidati.
Il direttore scientifico della Fondazione, Luca Paolazzi, sottolinea che questi dati mettono in luce una verità scomoda per il nostro Paese: «Non è vero, come si sente dire da alcuni politici, che i giovani italiani all’estero vivano male. Piuttosto, dobbiamo interrogarci su cosa non funziona in Italia. Solo migliorando le condizioni di vita e lavoro possiamo fermare questa emorragia e attrarre giovani anche dagli altri Paesi europei».
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