Sciopero della Sanità privata in Veneto: migliaia di lavoratori chiedono il rinnovo contrattuale
di Matteo ScolariOggi i lavoratori della Sanità Privata del Veneto hanno scioperato per chiedere il rinnovo del loro contratto, bloccato dal 2018. La mobilitazione, che ha coinvolto circa 8500 lavoratori in Veneto, è parte di uno sciopero nazionale coordinato a livello territoriale, che ha visto la partecipazione congiunta delle sigle sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL.
Lo sciopero interessa le strutture aderenti ad Aris (strutture religiose) e Aiop (associate a Confindustria), e riguarda oltre 3118 posti letto degli ospedali privati accreditati del Veneto. Tra le strutture più coinvolte spiccano l’Ospedale Pederzoli a Peschiera, il Sacro Cuore di Negrar, e la Casa di Cura Madonna della Salute di Porto Viro. I lavoratori, che non vedono un rinnovo del contratto dal 2018, si trovano a fronteggiare l’aumento dell’inflazione e condizioni lavorative sempre più gravose.

Le organizzazioni sindacali hanno denunciato l’atteggiamento di Aris e Aiop, le quali sostengono che il costo del rinnovo contrattuale debba essere sostenuto dallo Stato e dalle Regioni. Francesco Menegazzi, della Segreteria Regionale UIL FPL Veneto, ha criticato duramente questa posizione: «L’affermazione che siano lo Stato e le Regioni a dover sostenere i costi del rinnovo contrattuale è semplicemente delirante. I datori di lavoro non corrono alcun rischio d’impresa, e in Veneto le tariffe del privato accreditato sono già tra le più alte d’Italia».

Durante il presidio davanti alla Casa di Cura di Abano Terme, Attilio Menichini, Operatore Socio Sanitario e Delegato UIL FPL, ha sottolineato: «Con l’inflazione alle stelle, non è pensabile non rinnovare i contratti. C’è bisogno di dare risposte adeguate al personale, altrimenti rischiamo di perdere molti operatori, infermieri e tecnici dalle strutture private, che stanno diventando sempre meno attrattive».
Matteo Scatolini, infermiere e Delegato UIL FPL presso il Santa Giuliana di Verona, ha concluso: «I doveri dei professionisti devono andare di pari passo con i loro diritti. Il rinnovo del contratto è una questione di dignità professionale». Il presidio ha attirato l’attenzione anche per il comportamento delle strutture che hanno rimosso le bandiere sindacali dai cancelli durante lo stato di agitazione, un’azione che le organizzazioni sindacali hanno definito inaccettabile.

Insieme a UIL FPL, anche FP CGIL e CISL FP hanno partecipato alla protesta, evidenziando come le problematiche del settore socio-assistenziale siano particolarmente gravi. I contratti delle RSA, applicati nelle strutture di gruppi come Gheron e Sereni Orizzonti, sono infatti bloccati dal 2012, peggiorando ulteriormente le condizioni di lavoro.
Le organizzazioni sindacali si preparano a proseguire con ulteriori mobilitazioni fino a quando la situazione non sarà sbloccata.
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