Logistica Mondadori: quasi 100 lavoratori coinvolti nel trasferimento nel Mantovano
di Matteo ScolariIl trasferimento dell’attività logistica di Mondadori dagli stabilimenti di Verona e Isola Rizza a San Giorgio Bigarello, in provincia di Mantova, continua a destare forti preoccupazioni istituzionali e occupazionali. La procedura, legata a un cambio di appalto, riguarda una platea di quasi cento lavoratori attualmente impiegati nei siti veronesi e solleva interrogativi rilevanti sulle prospettive occupazionali e sulle condizioni di lavoro nel territorio scaligero.
Alla fine dello scorso dicembre, a seguito di un confronto con organizzazioni sindacali e Comuni di Verona e Isola Rizza, la Provincia di Verona ha formalmente richiesto un incontro conoscitivo a Mondadori per approfondire la situazione e comprendere le prospettive future dell’azienda sul territorio veronese. Una richiesta che è stata rinnovata una seconda volta, senza però ottenere un riscontro diretto da parte del Gruppo.

Un atteggiamento che l’ente provinciale giudica con preoccupazione e rammarico, soprattutto alla luce dell’impatto sociale della decisione. A intervenire è Francesco Casella, consigliere provinciale con delega alle politiche per il lavoro, che ribadisce con fermezza un principio ritenuto centrale. «L’azienda committente detiene una chiara responsabilità etica e operativa anche sui lavoratori indiretti», sottolinea Casella. «Il ricorso a società in appalto non può e non deve rappresentare uno scudo per eludere il monitoraggio delle condizioni di chi, materialmente, presta la propria opera per il successo del Gruppo».
Secondo la Provincia, la tutela dei diritti e delle condizioni di lavoro deve riguardare l’intera filiera produttiva, senza distinzioni tra dipendenti diretti e addetti delle ditte appaltatrici. Un tema che assume particolare rilevanza in un contesto economico già complesso, dove i processi di riorganizzazione aziendale rischiano di tradursi in un peggioramento delle condizioni lavorative e di vita delle persone coinvolte.
«Desta particolare amarezza constatare come gli obiettivi di efficientamento produttivo sembrino destinati a tradursi in un peggioramento delle condizioni di lavoro», evidenzia Casella. «È doloroso osservare che tale processo colpisca anche lavoratori storici, che per anni hanno garantito dedizione e professionalità, contribuendo in modo determinante alla crescita dell’azienda stessa. Il profitto e l’ottimizzazione dei processi, seppur legittimi, non dovrebbero mai essere perseguiti a scapito della dignità e della stabilità dei lavoratori e delle loro famiglie».

Alla luce della mancata interlocuzione diretta con l’azienda, la Provincia di Verona sottolinea come le preoccupazioni non solo permangano, ma si stiano intensificando, in relazione alla gestione della fase di transizione e alle prospettive future dei lavoratori coinvolti. Il tema assume un rilievo più ampio per il sistema economico locale, chiamato a confrontarsi con le ricadute occupazionali delle scelte strategiche dei grandi gruppi.
Pur nel rispetto dell’autonomia imprenditoriale e delle competenze istituzionali, la Provincia ribadisce la propria disponibilità a svolgere un ruolo di mediazione e confronto. «Siamo sempre disponibili a un confronto sereno, istituzionale e trasparente», conclude Casella, «per favorire un equilibrio tra esigenze produttive e salvaguardia dei livelli occupazionali e qualitativi del lavoro nel nostro territorio, a tutela della qualità della vita delle nostre concittadine e dei nostri concittadini».
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