Pellissier (ChievoVerona): «Abbiamo lottato tre anni per ottenere questo marchio»

di Matteo Scolari
L'ex bomber, ora presidente dell'A.C. ChievoVerona, racconta la soddisfazione, ma anche le tribolazioni per arrivare all'aggiudicazione all'asta di un brand che per lui e per chi lo ha seguito in questa impresa significa tantissimo.

Giovedì 4 luglio, durante la trasmissione Focus Verona Economia su Radio Adige TV, Sergio Pellissier ha raccontato con emozione e passione il percorso che ha portato alla rinascita del ChievoVerona. La puntata speciale, dedicata ai protagonisti dello sport veronese, ha visto l’ex attaccante e attuale presidente del ChievoVerona condividere i momenti emozionanti di questo significativo traguardo.

Diamo il benvenuto a Sergio Pellissier, presidente del ChievoVerona. Possiamo dirlo, presidente, ormai è ufficiale.

Adesso sì, è veramente ufficiale. Grazie per l’invito.

Presidente, partiamo dall’ultimo evento importante. Il 29 giugno abbiamo pubblicato sul nostro sito la notizia del ritorno ufficiale del ChievoVerona con la firma dal notaio. Ci racconti questo momento emozionante.

Forse è stato meno emozionante dell’aggiudicazione all’asta, perché lì non avevamo rivali. Dovevamo solo completare quello che avevamo iniziato. È stato emozionante capire che finalmente possiamo tornare a chiamarci Chievo e nessuno ci può più fermare. Per noi quel marchio è inestimabile. Non è il valore economico che conta, ma quello che ti ha dato nella crescita personale e professionale.

Il momento della firma dal Notaio.

C’è consapevolezza da parte vostra di aver riacquisito un marchio storico importante, che ha segnato lo sport italiano grazie anche ai suoi gol da giocatore. Ora avete una nuova responsabilità.

Non l’abbiamo fatto per nessun altro se non per noi stessi, per la passione. Quel marchio ha un valore enorme per noi. Non sarebbe stato giusto che andasse a qualcun altro se non a chi ha contribuito a renderlo importante.

La firma, dicevamo, è stata un momento importante, ma è stato altrettanto emozionante quando avete portato a casa l’obiettivo con l’aggiudicazione dell’asta.

Sono stati tre anni duri, in cui ci hanno accusato di tradire il marchio e la fede. Ma noi volevamo continuare a lottare per quel marchio. I risultati arrivano per chi lotta, non per chi critica. Questo successo è anche grazie a tutte quelle persone che hanno creduto in noi.

Dopo l’entusiasmo iniziale, si pensa a costruire il futuro. Avete presentato il nuovo direttore sportivo, Francesco Sacchetto, e il nuovo allenatore, Alessandro Pontarollo. Ci parli di queste scelte.

Sacchetto ha una grande passione ed entusiasmo. Avevo bisogno di qualcuno che mi desse una mano. Anche Pontarollo ha fatto un lavoro straordinario a Bassano e sono convinto che possa fare bene qui. La scorsa stagione avuto grosse problematiche difensive e credo molto in lui.

Pellissier assieme al nuovo tecnico del ChievoVerona Alessandro Pontarollo.

Parlando di tifosi, si riuscirà a ricompattare le fila ora che siete ChievoVerona?

Io vivo per chi crede in me, non per chi non ci ha creduto. Quelli che ci hanno seguito dall’inizio sono il vero Chievo. La delusione più grande è stata vedere i tifosi dividersi, ma la soddisfazione è vedere chi c’era all’uscita dello studio del curatore fallimentare, e gioire e ringraziare per quello che abbiamo fatto. Quelli sono i veri tifosi.

Col senno di poi, se non ci fosse stata questa vostra volontà, il ChievoVerona non esisterebbe più. Ora siete molto attivi sul mercato.

Ci piace vincere, anche se non è sempre possibile. Abbiamo incontrato tante società competitive, ma quest’anno vogliamo fare del nostro meglio. È difficile lasciare giocatori che hanno dato tanto, ma chi è arrivato darà il massimo per il marchio che abbiamo faticosamente riconquistato.

Guarda l’intervista a Sergio Pellissier

Condividi ora!