Una regione che risente del contesto non ottimale, ma che prosegue la corsa

di Matteo Scolari
Il Veneto, secondo i dati riportati da Banca d'Italia, frena passando da una crescita del PIL dell'1,1% nel 2023 contro il 4,9% del 2022. Ma alcuni settori sono ancora i migliori d'Italia.

Nel cuore pulsante dell’economia italiana, il Veneto continua a rappresentare un baluardo di vitalità e innovazione. Tuttavia, il 2023 ha messo a dura prova la regione, evidenziando tanto i punti di forza quanto le debolezze del suo sistema economico. La Banca d’Italia, nel suo rapporto annuale “Economie regionali – L’Economia del Veneto”, ha delineato un quadro complesso non privo di chiaroscuri.

Una crescita moderata in un contesto turbolento

Il 2023 ha visto il PIL del Veneto crescere dell’1,1%, un dato positivo sebbene inferiore al vigoroso 4,9% dell’anno precedente. Questo rallentamento è stato influenzato da una serie di fattori: la debolezza del commercio mondiale, le incertezze geopolitiche, l’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse. Nonostante ciò, il Veneto ha mostrato una resilienza notevole, soprattutto nel settore turistico, che ha visto un pieno recupero delle presenze, trainato dai viaggiatori stranieri.

La sfida della produttività e del calo demografico

Uno dei punti critici emersi dal rapporto riguarda il calo demografico e la bassa produttività. Negli ultimi dieci anni, il Veneto ha visto una riduzione della popolazione, un fenomeno che ha inciso negativamente sul mercato del lavoro e sulla crescita economica. La diminuzione della forza lavoro disponibile, unita a una produttività stagnante, ha messo in difficoltà la regione, soprattutto nel confronto con altre aree manifatturiere europee.

Tuttavia, c’è spazio per l’ottimismo. Il Veneto ha un saldo positivo tra entrate e uscite di laureati rispetto ad altre regioni italiane, anche se rimane negativo nel rapporto con l’estero. Questo indica un potenziale di crescita legato all’attrazione e alla formazione di capitale umano specializzato. Inoltre, l’aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro rappresenta una leva fondamentale per sostenere la crescita futura.

Il settore industriale: luci e ombre

Il settore manifatturiero, colonna portante dell’economia veneta, ha subito un calo del 2% nella produzione nel 2023, dovuto alla riduzione degli ordini esteri e interni. Tuttavia, alcuni settori come la meccanica hanno mostrato segnali di crescita. Gli investimenti industriali si sono ridotti, ma meno di quanto previsto, grazie a una gestione finanziaria più solida da parte delle imprese.

Il settore edile ha continuato a crescere, beneficiando degli incentivi fiscali per la riqualificazione abitativa e degli investimenti pubblici legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questo dimostra la capacità del Veneto di adattarsi e sfruttare le opportunità offerte dalle politiche governative.

Un futuro di innovazione e sostenibilità

Guardando avanti, il Veneto ha tutte le carte in regola per superare le sfide attuali e tornare a crescere con vigore. L’innovazione e la tecnologia saranno fondamentali per migliorare la produttività e rendere la regione competitiva a livello globale. Investire in ricerca e sviluppo, attrarre talenti e promuovere la formazione continua saranno strategie chiave per il futuro.

Inoltre, la regione dovrà puntare sulla sostenibilità, non solo ambientale ma anche sociale ed economica. Una crescita equilibrata, che tenga conto delle esigenze demografiche e delle nuove generazioni, sarà essenziale per garantire un futuro prospero e inclusivo.

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