L’Italia, un Paese in pieno inverno demografico

di Matteo Scolari
I dati relative alle nascite sul territorio italiano sono impietosi. Dal 2008 al 2023 sono nati il 34,2% di bambini in meno. Servono politiche urgenti per invertire la rotta, o il sistema Paese rischia di saltare.

L’Italia non è un Paese per giovani. Il calo demografico italiano è un fenomeno che non possiamo più ignorare o sottovalutare, ce lo dicono i numeri. Nel 2023 sono nati circa 197mila bambini in meno rispetto al 2008, una diminuzione del 34,2%. Questa tendenza non solo pone un’ipoteca sul futuro del nostro paese, ma rappresenta una minaccia concreta per il sistema sociale, previdenziale e sanitario.

Secondo le stime di Openpolis, nel 2023 sono nate 379mila persone, un numero che conferma l’inverno demografico in corso. Rispetto all’anno precedente, si registra un ulteriore calo del 3,6%. Il tasso di natalità, sceso a 6,4 nati ogni mille abitanti nel 2023 dai 6,7 del 2022, evidenzia la gravità della situazione. Questo declino non è circoscritto ad alcune aree, ma coinvolge tutto il territorio nazionale: tra il 2014 e il 2021, il tasso di natalità è diminuito nel 71,6% dei comuni italiani.

Massimiliano Valerii, direttore generale Censis
Massimiliano Valerii, direttore generale Censis

Le conseguenze di questa tendenza sono molteplici e preoccupanti. Una popolazione in costante invecchiamento senza un adeguato ricambio generazionale, come ha ricordato il direttore del Censis Massimiliano Valerii ospite il 13 giugno all’Assemblea di Confindustria Verona, renderà insostenibile il nostro sistema di welfare, con ripercussioni drammatiche soprattutto per le fasce più deboli della società. I minori, già colpiti dal disagio economico, vedranno peggiorare ulteriormente le loro condizioni: nel 2023, il 14% dei minori viveva in povertà assoluta, una percentuale destinata a crescere se non si interviene rapidamente.

Di fronte a questi dati allarmanti, è fondamentale che la politica a tutti i livelli prenda coscienza del problema e adotti misure concrete per invertire questa tendenza. È necessario incentivare le politiche familiari, promuovere il supporto economico alle giovani coppie e creare un ambiente favorevole alla natalità.

Un esempio positivo viene da alcune aree come la provincia di Bolzano, dove quasi il 90% dei comuni supera il tasso di natalità nazionale, o dalla città metropolitana di Catania, che nel 2021 ha registrato il tasso di natalità più alto tra i capoluoghi. Questi modelli virtuosi possono e devono essere replicati su scala nazionale.

Il calo demografico è una questione che richiede un impegno immediato e congiunto. Non possiamo permettere che l’inverno demografico diventi una condanna per il nostro futuro. È il momento che la politica agisca con determinazione, mettendo in campo tutte le risorse necessarie per garantire un futuro prospero e sostenibile per l’Italia e per le nuove generazioni.

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