Vinitaly, sold out in città: ricavo alberghi e b&b in linea con il 2023

di Redazione
I dati dell’Osservatorio turistico della Destination Verona & Garda Foundation sul flusso di operatori e turisti generato da Vinitaly.

Vinitaly fa il sold out a Verona, con il 92,1% di occupazione media delle camere disponibili in aumento del 5,1% rispetto allo scorso anno, che sale al 99,2% in centro storico con una durata media della prenotazione di 3,8 giorni. Un terzo degli ospiti è straniero. Le strutture recettive, alberghi e b&b registrano un ricavo medio in linea con lo scorso anno.

I dati consuntivi dell’Osservatorio turistico della Destination Verona & Garda Foundation (Dvg Foundation) sul flusso di operatori e turisti generato da Vinitaly confermano Verona come capitale mondiale dell’enoturismo.

«Dati alla mano – afferma il presidente della Dvg Foundation, Paolo Artelio – si conferma la vocazione internazionale della manifestazione con presenze straniere pari al 33,1% delle prenotazioni. Oltre al mercato italiano (66,9%), assume una sempre maggior importanza quello americano con gli Stati Uniti pari al 2,5%, e il Canada pari al 2,1%. L’Europa è rappresentata principalmente dal Regno Unito (1,7%), dalla Germania (1,4%) e dalla Svizzera (1,2%). Si segnala una particolare attenzione del Giappone (1%), mentre il resto delle prenotazioni da stranieri rappresenta il 23,2%. Questo non può che rafforzare la positività dell’azione che stiamo già attuando come Dvg Foundation, ampliando la capacità del territorio di lavorare come sistema promuovendo le nostre destinazioni in partnership, fin dall’inizio, con partner come Veronafiere e l’Aeroporto V. Catullo».

«Tra il periodo di Vinitaly 2023 e quello di Vinitaly 24, – spiega Giulio Cavara, Presidente dell’Associazione Albergatori di Confcommercio – l’occupazione delle strutture recettive è aumentata del +5% in più rispetto all’anno scorso. I ricavi medi giornalieri sono in linea con lo scorso anno, tenendo presente che gli espositori, che sono i maggiori fruitori, prenotano gli hotel da un anno all’altro, consapevoli del fatto che prenotare prima costa meno e che, secondo le regole del mercato, più ci si avvicina alla data di booking più prezzi aumentano. E questo vale per tutto, dai treni agli aerei, ai servizi. Non dimentichiamo inoltre che il grande valore di una manifestazione come Vinitaly è l’eco nel mondo un di un territorio che ha fatto del vino e dell’attività vitivinicola un elemento di pregio e di attrattività nel mondo».

«La crescita dell’appeal di Verona nel settore enoturistico, anche grazie a Vinitaly, è confermata dalla scelta della nostra città come dell’Assemblea Generale del network Great Wine Capitals, dove i rappresentanti delle 12 capitali mondiali dell’enoturismo daranno vita ad uno dei più importanti appuntamenti internazionali del settore. Sarà un’occasione di business e visibilità per le nostre imprese, a maggior ragione ora che Paolo Arena, consigliere della Camera di Commercio di Verona e Presidente di Confcommercio Verona, presiede la rete Great Wine Capitals».

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