Cambiamenti climatici, «la viticoltura deve adattarsi»

di Redazione
Ieri nella sede della Cantina Valpolicella Negrar, il tradizionale incontro organizzato da BCC Valpolicella Benaco Banca e Coldiretti per fare il punto sul settore vitivinicolo alla luce dei grandi cambiamenti in atto.

Nel giro di cinquant’anni la temperatura media della superficie della terra è aumentata di un grado e mezzo e le previsioni del prossimo mezzo secolo parlano di un ulteriore, preoccupante, innalzamento. Le conseguenze di tale fenomeno sono percepite anche nel vigneto, dove è ormai fisiologico l’anticipo delle fasi fenologiche della vite, vale a dire germogliamento, fioritura, invaiatura e maturazione, tutte fondamentali per ottenere un vino di qualità.

Stress idrico, scottature, ristagno di acqua e gelate tardive sono alcuni dei fenomeni legati ai cambiamenti climatici che possono essere molto dannosi per le viti. È necessario quindi correre ai ripari con tecniche agronomiche che possono avere efficacia sia nel breve periodo che a lungo termine.

Questo in sintesi il contenuto della relazione di Giovanni Battista Tornielli, ordinario di arboricoltura generale e coltivazioni arboree dell’Università di Padova, intervenuto mercoledì 27 marzo alla Cantina Valpolicella di Negrar in occasione del tradizionale incontro che Coldiretti e Valpolicella Benaco Banca organizzano in sinergia con la collaborazione della Cantina Valpolicella Negrar di Valpolicella, del Consorzio Tutela Vino Valpolicella, del Comitato Palio del Recioto e dell’Amarone, dell’Associazione Pro Loco di Negrar di Valpolicella e con il patrocinio del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona.

Giovanni Battista Tornielli.

Per i saluti di apertura sono intervenuti i vertici delle istituzioni promotrici dell’iniziativa: Roberto Grison, Sindaco di Negrar di Valpolicella, Giampaolo Brunelli, Presidente della Cantina Valpolicella Negrar, Daniele Maroldi, Presidente di Valpolicella Benaco Banca, Christian Marchesini, Presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Franco Antolini, Presidente della Pro Loco di Negrar e Maurizio Ugliano, Docente di Enologia dell’Università di Verona.

«Gli effetti dei cambiamenti climatici influenzano anche il mondo agricolo e la nostra attenzione è rivolta alla viticoltura che rappresenta il nostro “patrimonio” – ha detto il presidente di Valpolicella Benaco Banca Daniele Maroldi – E’ importante quindi trovare soluzioni che cerchino di mitigare le conseguenze negative e la sinergia tra tutti gli attori diventa fondamentale. La nostra Banca organizza questi momenti di confronto per sottolineare l’importanza del settore vitivinicolo nella nostra provincia e per dare voce ai produttori che lavorano con serietà nel territorio».

«Poche decine di anni fa – ha spiegato Tornielli – in molte aree della Valpolicella la data media di raccolta cadeva nella prima settimana di ottobre. Ora si inizia ad andare in vigneto anche a fine agosto. Questo può provocare diverse conseguenze: dall’eccessivo accumulo di zuccheri con innalzamento del tenore alcolico dei vini, al rapido calo dell’acidità con l’aumento del PH del mosto, fino al disallineamento tra la maturazione dell’uva dal punto di vista tecnologico, da quello fenolico e aromatico. Senza pensare che anche in fase di appassimento si potrebbero riscontrare delle anomalie qualitative».

La buona notizia è che è possibile affrontare tali fenomeni dal punto di vista agronomico garantendo così le migliori performance possibili delle viti.

«Tra le misure di mitigazione a breve termine – ha continuato Tornielli – si va da una precisa cura della chioma all’applicazione di ombreggianti nel vigneto, fino a una scrupolosa gestione del suolo, della presenza di sostanza organica e dell’irrigazione di soccorso, quando possibile. Inoltre per ottenere risultati duraturi nel tempo, è necessario intervenire sulla posizione dei vigneti, sui sistemi di allevamento e sulle scelte varietali”. “I portinnesti attualmente più utilizzati – ha concluso – sono stati costituiti più di un secolo fa, è quindi fondamentale incrementare la ricerca per ottenerne di più resistenti e adatti al clima che già sta interessando il nostro territorio».

Alex Vantini.

«Negli ultimi anni – le parole di Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona al quale sono state affidate le conclusioni – la nostra provincia è risultata la seconda in tutto il Paese per fenomeni siccitosi causati dalla forte mancanza di precipitazioni. Gli imprenditori agricoli sono chiamati quindi a reagire con uno sforzo di adattamento che passa necessariamente dalle nuove tecnologie, alle pratiche agronomiche innovative fino ad arrivare alle Tea, le nuove frontiere della biotecnologia che nulla hanno a che fare con i vecchi OGM e grazie alle quali possiamo oggi sperare di ottenere vitigni più resistenti che rispettano le caratteristiche varietali e di biodiversità che poi trasferiscono riconoscibilità al vino».

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