Rifiuti RAEE, Veneto terza regione in Italia per raccolta

di Matteo Scolari
La gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche vede la nostra regione ai vertici nazionali. Verona terza tra e province venete.

Il Veneto si posiziona al terzo posto in Italia per la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) domestici, con oltre 21.600 tonnellate trattate nel 2023, dimostrando l’impegno della regione verso pratiche sostenibili. In questo contesto di eccellenza regionale, Verona emerge con un contributo significativo, trattando circa 3.400 tonnellate di RAEE, una cifra che sottolinea l’importanza della città nell’economia circolare e nella tutela ambientale.

Questa gestione virtuosa dei rifiuti ha permesso notevoli benefici ambientali, tra cui la prevenzione dell’emissione di 144.000 tonnellate di CO2 e il risparmio di oltre 30 milioni di kWh di energia elettrica, contributi essenziali alla lotta contro il cambiamento climatico e alla promozione di un futuro più sostenibile.

La provincia di Treviso si è distinta come leader nella raccolta di RAEE, seguita da Padova e Verona, che si conferma tra le prime per impegno e risultati ottenuti. Questi dati riflettono non solo l’efficacia delle politiche di gestione dei rifiuti adottate in Veneto, ma anche la crescente consapevolezza e partecipazione dei cittadini alla raccolta differenziata e al riciclo.

Nonostante questi risultati positivi, il Veneto, così come il resto dell’Italia, affronta la sfida di raggiungere gli obiettivi europei in materia di raccolta dei RAEE. Il calo del 6% rispetto al 2022 e la raccolta complessiva di circa 6 kg per abitante, lontana dall’obiettivo di 11 kg, indicano la necessità di rinnovare l’impegno verso una maggiore efficienza e sensibilizzazione.

«Troppi RAEE finiscono nelle mani sbagliate – denuncia Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE – Servono politiche che assicurino una corretta gestione di questi rifiuti affinché la sistematica sottrazione sia quanto meno ostacolata. È necessario capire dove finiscono i RAEE quando escono dalle case degli italiani. Ci vogliono più controlli mirati, occorre incrementare le ispezioni nei porti sui container in partenza dal nostro Paese e diretti verso l’Africa o l’Asia, per verificare se davvero contengono AEE ancora funzionanti oppure unicamente RAEE. E ancora, bisogna andare a verificare se ci sono RAEE negli impianti che gestiscono altre tipologie di rifiuti (come, ad esempio, rottami ferrosi e non ferrosi, auto, ecc.). È necessario intervenire duramente su tutte le situazioni irregolari e inasprire le sanzioni. Per questo, siamo felici per la recente rinomina del Comitato di Vigilanza e Controllo, al quale facciamo i nostri auguri affinché possa finalmente contribuire a far luce sulle zone d’ombra, contrastando il fenomeno dei flussi paralleli che rappresenta una perdita rilevante in termini di Materie Prime Seconde, essenziali per molteplici settori industriali italiani».

Verona, insieme al resto del Veneto, ha l’opportunità di continuare a guidare l’Italia verso l’adozione di pratiche di economia circolare, dimostrando che un impegno congiunto può fare la differenza nell’ambiente e nella società.

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