Mezzo milione di assunzioni programmate in Veneto nel 2023, +4,8% su 2022

di admin
Nel 2023 le assunzioni programmate dalle imprese in Veneto si attestano ad oltre 526 mila, circa 25 mila in più rispetto al 2022 (+4,8%). Prosegue quindi l'andamento positivo della domanda di lavoro, ma si affianca una maggiore difficoltà nel reperire i profili desiderati.

Oltre 5,5 milioni di assunzioni programmate dalle imprese italiane nel 2023 con contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato per la durata superiore a 30 giorni; 330mila in più rispetto al 2022 (+6,4%) e quasi 894mila in più rispetto al 2019 (+19,4%).
È lo scenario delineato dal Bollettino annuale 2023 del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere Anpal.Il flusso delle entrate programmate supera 1,6 milioni di unità nelle regioni del Nord Ovest, seguono le regioni del Sud e Isole con poco meno di 1,5 milioni di assunzioni e quelle del Nord Est, 1,3 milioni.

Veneto
L’indagine Excelsior è uno strumento importante per conoscere le esigenze delle nostre imprese e i profili richiesti – commenta il Presidente di Unioncamere del Veneto Mario Pozza – e per guidare le scelte dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Se l’andamento dell’occupazione nel settore privato quest’anno rimane positivo, nonostante condizioni economiche meno favorevoli nel secondo semestre, continua ad aumentare anche il mismatch occupazionale. Quasi la metà delle ricerche di personale è difficile da realizzare e risultano introvabili gli operai specializzati. E questo potrebbe provocare un rallentamento nella crescita economica di diversi settori nei prossimi anni. Come sistema camerale veneto stiamo mettendo in campo diverse iniziative per invertire questa tendenza, a partire dall’accompagnamento dei giovani al mondo del lavoro con un buon orientamento scolastico. E’ importante aiutarli a essere consapevoli delle dinamiche in atto e delle opportunità occupazionali e a scegliere il percorso più utile in un mondo del lavoro in trasformazione. Il nostro impegno è forte anche in tema di internazionalizzazione e di conoscenza dei mercati e delle relative opportunità, con un ruolo chiave della Camere di Commercio italiane all’estero.”
In Veneto le assunzioni programmate dalle imprese nel 2023 si attestano ad oltre 526 mila, circa 25 mila in più rispetto al 2022 (+4,8%). Prosegue quindi l’andamento positivo della domanda di lavoro, sebbene con un ritmo di crescita inferiore rispetto a quanto registrato nel biennio precedente (73mila in più rispetto al 2019, +16%). Il miglioramento degli indicatori di Excelsior è in sintonia con i principali indicatori del mercato del lavoro rilevati dall’ISTAT, che nel settembre del 2023 segnalano un incremento del tasso di occupazione (+2,2 punti rispetto al settembre 2022) e dalle tendenze del mercato occupazione rilasciate da Veneto Lavoro. Secondo gli ultimi dati, nel periodo gennaio-novembre 2023 il bilancio del mercato del lavoro dipendente privato in Veneto è positivo per +48.200 posizioni di lavoro e, grazie alle buone performance che hanno caratterizzato la prima parte dell’anno, si mantiene su livelli più elevati di quelli registrati nello stesso periodo sia dell’anno precedente sia del 2019.
Alla crescita della domanda di lavoro si affianca però una maggiore difficoltà delle imprese nel reperire i profili desiderati, che nel 2023 interessa il 50% delle entrate programmate. I problemi delle imprese nel trovare personale riflettono l’intrecciarsi di diversi fattori e di situazioni molto eterogenee sul territorio.
I dati del 2023 confrontati con l’anno precedente evidenziano soprattutto l’incremento del mismatch legato alla mancanza di profili professionali specifici disponibili all’inserimento in azienda, che passa dal 28,4% del 2022 al 33,1% del 2023; la quota del mismatch qualitativo, cioè dell’inadeguatezza delle competenze possedute dai candidati rispetto a quelle attese dalle aziende, si conferma pari al 12% sul totale delle entrate programmate.

L’andamento positivo dell’occupazione nel settore privato è ascrivibile soprattutto alla filiera turistica, che supera le 106 mila assunzioni previste (+10 mila rispetto al 2022 e +22 mila sul 2019), al commercio, oltre 77 mila contratti (rispettivamente, +10 mila e +7 mila), ai servizi di trasporto (40 mila assunzioni), ai servizi alle imprese e alle persone (38 mila) e alle costruzioni (36 mila).

Nel 2023 le figure dirigenziali, ad elevata specializzazione e tecniche rappresentano circa il 15% delle assunzioni programmate dalle imprese, con una concentrazione nei tecnici dei rapporti con i mercati (15 mila) e della salute (8 mila); le professioni impiegatizie e quelle qualificate nel commercio e nei servizi rappresentano il gruppo più numeroso, quasi 200 mila entrate previste (circa 40 % dei contratti), con i profili più richiesti legati al turismo e commercio (esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione con oltre 86 mila assunzioni e addetti alle vendite quasi 45 mila entrate).
Il macro-gruppo degli operai specializzati e conduttori di impianti presenta una domanda di quasi 163 mila unità; in testa nelle richieste i conduttori di veicoli a motore (25 mila assunzioni), seguiti dagli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni e operai addetti all’assemblaggio di prodotti industriali (entrambi 14 mila entrate). Infine, tra le professioni non qualificate (in tutto 84 mila richieste) gli addetti ai servizi di pulizia e gli addetti allo spostamento e consegna delle merci coprono quasi il 90% del fabbisogno occupazionale del gruppo.
Le imprese valutano anche le competenze possedute dai candidati all’assunzione: le competenze digitali sono ritenute importanti soprattutto per i candidati con un’istruzione terziaria (al 69%), che sale al 77% nelle lauree a indirizzo economico, al 90% in ingegneria industriale e al 96% nel caso dell’indirizzo ICT degli ITS Academy. A tale indirizzo è associata anche l’importanza più elevata per le competenze relative alle “tecnologie 4.0 e alle applicazioni dell’intelligenza artificiale” (67%) e all’utilizzo di metodi matematici e informatici (81%).
La richiesta di competenze green è diffusa in modo omogeneo tra i diversi livelli formativi (intorno al 40% delle assunzioni), ma si supera il 50% nel caso del diploma turistico-alberghiero.
Nel 2023 il possesso di un livello di istruzione terziaria (laurea o diploma ITS Academy) è richiesto al 12% dei candidati all’assunzione, un diploma di istruzione secondaria II grado è il livello di istruzione preferito per due terzi (70%) delle entrate mentre soltanto per il 19% dei contratti le imprese ritengono sufficiente la sola scuola dell’obbligo.
titoli di studio più richiesti per l’istruzione terziaria sono quelli a indirizzo economico (più di 18.300 delle assunzioni programmate), seguiti a distanza da quelli a indirizzo insegnamento e formazione (7.160) e da quelli a indirizzo ingegneria industriale (5.330). Tra i diplomi di scuola secondaria di II grado, le imprese richiedono soprattutto l’indirizzo amministrazione, finanza e marketing (48.480 entrate previste) mentre tra le qualifiche/diplomi professionali prevalgono nelle ricerche delle imprese gli indirizzi collegati alla ristorazione (44.290), alla meccanica (39.890) e alla logistica (25.190).
Sono destinate ai giovani fino a 29 anni il 32,3% delle entrate totali. I settori maggiormente orientati verso i più giovani sono il commercio al dettaglio, con il 45% delle entrate rivolte alla componente giovanile, e i servizi di alloggio e ristorazione compresi i servizi turistici con il 39%, seguono le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo con il 36%.
La difficoltà di reperimento nel caso delle ricerche di giovani riguarda il 49% delle entrate programmate. Tra le figure under 30 che le imprese fanno più fatica a trovare emergono gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (82% la quota di difficile reperimento), i fabbri ferrai costruttori di utensili (76%), i conduttori di veicoli (73%) e i tecnici programmatori (73%).

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