Azienda ospedaliera di Verona, Cgil e Fials dichiarano lo stato di agitazione

di admin
Alla base della protesta dei sindacati ci sarebbe un disservizio di un software gestionale a cui l'AOUI, dopo due mesi, non ha ancora posto rimedio. Interviene anche la consigliere regionale del PD Bigon.

La gestione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (AOUI) di Verona è attualmente in subbuglio a causa dei continui disservizi legati all’implementazione di un nuovo programma informatico. La CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) e la FIALS (Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Sanità) di Verona hanno deciso di dichiarare lo stato di agitazione, evidenziando i problemi che il nuovo software sta creando per il personale sanitario e i pazienti.
Il nuovo software, denominato Trakcare (SIO), è stato introdotto il 24 giugno con la promessa che la migrazione sarebbe stata completata entro due settimane. Tuttavia, dopo quasi due mesi, il personale continua a riscontrare difficoltà nell’utilizzo di questa tecnologia, che dovrebbe semplificare le operazioni quotidiane ma che, al contrario, sta causando complicazioni inaccettabili. La frammentarietà e la macchinosità dei processi, la difficoltà nella gestione delle terapie farmacologiche, e la raccolta e visualizzazione dei dati clinici e di laboratorio sono solo alcune delle problematiche segnalate.
Simone Mazza, responsabile Sanità per la Funzione Pubblica Fp Cgil Verona, ha dichiarato che nonostante le segnalazioni continue e le promesse di risoluzione rapida da parte della direzione ospedaliera, le risposte sono state insoddisfacenti. Mazza ha sottolineato che la sicurezza dei pazienti e il lavoro del personale non possono essere compromessi a causa di un software malfunzionante.
La situazione ha attirato l’attenzione anche dei rappresentanti politici locali. Anna Maria Bigon, consigliera del PD Veneto e vicepresidente della Commissione Sociosanitaria, ha sollevato il problema e ha chiesto che il nuovo software sia temporaneamente sospeso fino a quando non saranno risolti i problemi. Ha inoltre suggerito di tornare al sistema precedente, ritenuto più efficiente, finché la situazione non si stabilizza.

La consigliera Bigon ha espresso preoccupazione per il disagio subito dai cittadini costretti a rivolgersi ad altri ospedali a causa dei disservizi. Ha sottolineato che il personale, anziché essere alleggerito dalle attività burocratiche, è ora intrappolato in un sistema che crea ulteriori ostacoli.
La situazione continua a sfociare in un confronto tra i sindacati, la direzione ospedaliera e i rappresentanti politici per cercare una soluzione che garantisca il corretto funzionamento del sistema sanitario e la sicurezza dei pazienti.

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