Verona maglia nera in Veneto per infortuni mortali sul lavoro

di admin
La provincia scaligera ha registrato 12 vittime da gennaio ad oggi, seguono Treviso con 10 decessi, Venezia 8, Vicenza 3 e Rovigo 2. Verona prima anche come numero di infortuni.

Il Veneto, regione cruciale per l’economia nazionale, sta affrontando un tragico bilancio nel settore della sicurezza sul lavoro nel primo semestre del 2023. Con 42 morti tra gennaio e giugno, di cui 32 durante l’attività lavorativa e 10 in tragitto, il Veneto continua a essere una delle regioni italiane più colpite da incidenti mortali sul lavoro.
Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre, ha commentato questi preoccupanti dati. Rossato sottolinea che, nonostante le attività di sensibilizzazione e le misure di sicurezza, il Veneto resta un punto critico per quanto riguarda la mortalità sul lavoro, mantenendo un triste terzo posto a livello nazionale per il numero totale di vittime, preceduto solo dalla Lombardia e dal Lazio.
Tuttavia, l’Osservatorio Mestrino offre una luce di speranza attraverso una mappatura del rischio che considera l’incidenza della mortalità. La recente inclusione del Veneto nella zona gialla, che raggruppa le regioni con tassi di mortalità relativamente bassi, indica un lieve miglioramento. Con un rischio di infortunio mortale inferiore alla media nazionale (14,9 morti per milione di occupati contro il 15 nazionale), sembra che la regione stia compiendo passi avanti nel migliorare la sicurezza sul lavoro.
Nel dettaglio, alcune province del Veneto presentano risultati diversificati. Verona e Rovigo sono in zona rossa, con tassi di mortalità più alti, mentre Treviso, Padova e Venezia sono in zona arancione e gialla, con rispettivamente 18,5, 14,5 e 13,4 morti per milione di occupati. Vicenza e Belluno, al contrario, si trovano in zona bianca, mostrando risultati migliori.

Sotto il profilo settoriale, le Attività Manifatturiere rimangono in testa alle denunce di infortunio in occasione di lavoro, seguite da Costruzioni, Commercio, Trasporti e Magazzinaggio, e Sanità. Interessante è l’andamento nel settore sanitario, che ha sperimentato un drastico calo del 78,42% nelle denunce rispetto all’anno precedente.
La provincia di Verona spicca ancora una volta per il maggior numero di denunce totali di infortunio, seguita da Vicenza, Padova, Treviso, Venezia, Belluno e Rovigo.
Le denunce di infortunio coinvolgono un ampio spettro di lavoratori, tra cui donne lavoratrici, uomini e lavoratori stranieri. Un dato allarmante riguarda le denunce di infortunio tra i lavoratori fino a 14 anni, che rappresentano oltre il 10% del totale dei coetanei nel Paese e l’8,7% delle denunce totali in regione.
L’incidenza degli infortuni mortali è un indicatore cruciale per valutare la situazione della sicurezza sul lavoro in diverse aree. Mentre il Veneto affronta ancora sfide significative, la speranza di miglioramento rimane viva grazie agli sforzi congiunti di organizzazioni come l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre e delle istituzioni locali.

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