Germania in recessione? Confartigianato: «Preoccupa l’export per i prossimi mesi»
di adminNel primo trimestre del 2023 si conclama la recessione tecnica in Eurozona, su cui agisce la pesante flessione dell’economia della Germania il cui Pil, nel primo quarto del 2023, segna il secondo arretramento consecutivo, pari al -0,3% dopo il -0,5% del quarto trimestre 2022.
Un campanello d’allarme per il manifatturiero veronese, il cui grado di esposizione sul mercato tedesco è tra i più elevati in Italia e in Veneto: negli ultimi dodici mesi, a marzo 2023, è pari al 9,9% (2.667 milioni di euro, 6 posto tra tutte le province d’Italia) del valore aggiunto, secondo posto regionale dietro alla sola Vicenza che arriva all’11,1%. I risultati del 1° trimestre però, indicano ancora una fase di forte incremento: l’export manifatturiero scaligero verso la Germania ha raggiunto i 715,2 milioni di euro di valore (+21% sullo stesso periodo del 2022 e +36,3% rispetto al 2021).
«I numeri sono inequivocabili – commenta Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona –: non possiamo certo parlare di difficoltà, ma la situazione della Germania ha altri risvolti che vanno monitorati. Non è infatti normale che il nostro Paese cresca, in base alle ultime stime Ue, sette volte di più. Questo è il dato che preoccupa per due motivi: Il primo è la storica avversione all’inflazione della Germania, che sta orientando la politica fiscale tedesca verso l’austerity che impatterà di certo anche sul nostro export nella seconda parte dell’anno. Il secondo è il perdurare di una condizione che porterà l’Ue a prendere provvedimenti come l’innalzamento dei tassi e altre ‘regole’ che rischiano di penalizzarci molto più dei nostri competitors europei. Già l’aumento di 275 punti base dei tassi di interesse in un anno, aumentando il costo del credito, sta riducendo la propensione ad investire e dilata la spesa pubblica per interessi, che nel 2023 risulta pari al 4,0% del Pil, la più alta in Europa. Il maggiore costo del denaro frena la domanda di credito: a marzo 2023 i prestiti per le imprese segnano un calo dell’1,0%, peggiorando il -0,5% del mese precedente. Un peggioramento che si aggiunge al calo registrato dal credito bancario alle imprese nel nostro Paese che dura da anni. Negli ultimi 11 anni, in Veneto, la contrazione è stata del -26% ma, per le imprese sotto i 20 addetti, il calo è stato del -37,3%».
Tornando al report sull’export manifatturiero scaligero verso la Germania ed analizzando i settori di attività, si conferma l’ottimo andamento di quelli più importanti. I primi 4, che pesano per ben il 78% del totale delle esportazioni manifatturiere veronesi sul mercato tedesco sono: Alimentari e Bevande con 255,7 milioni (35,8%), Macchinari e Impianti con 116,2 milioni (16,2%), Moda che arriva a 96,9 milioni (13,5%) e Metallurgia e Metalli con 89,6 milioni (12,5).
«Non possiamo che monitorare con attenzione la situazione tedesca – conclude Iraci Sareri – dato che in Germania vendiamo il 19,7% delle nostre merci con punte del 30% per alimentari, bevande e del 24% per metallurgia e metalli. Certo è che l’organizzazione e la qualità delle nostre filiere ci dà un margine competitivo straordinario. Lavorazioni e produzioni intermedie, dai prodotti siderurgici, alla meccanica, alle lavorazioni plastiche sono infatti perfettamente inserite nelle catene del valore della grande industria tedesca. Ora, con i cambiamenti globali in corso, si prevedono elevati tassi di ricollocazione delle attività industriali dall’Asia all’Europa. In questo senso, nonostante le tante difficoltà del momento, credo che per le aziende veronesi inserite nelle filiere tedesche ci siano ancora opportunità di crescita».
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