A Verona il nuovo Tavolo tecnico per far rifiorire il settore florovivaistico

di admin
Il Tavolo, frutto di un accordo tra Coldiretti Verona e l'Associazione Florovivaisti Veneti, ha l’obiettivo di dare maggior tutela alle aziende agricole produttrici di piante annuali, piantine da orto e piante ornamentali da esterno.
Dall’intesa tra Coldiretti Verona e Francesco Bellini, Presidente dell’Associazione Florovivaisti Veneti, nasce a Verona un Tavolo tecnico con l’obiettivo di dare maggior tutela alle aziende agricole produttrici di piante annuali, piantine da orto, piante ornamentali da esterno, piante da frutto, barbatelle di vite, tappeti erbosi e manutenzione e cura del verde.
Il Tavolo è presieduto da Francesco Bellini, associato Coldiretti, che sarà coadiuvato da una equipe di vivaisti professionisti. Il gruppo di lavoro dovrà affrontare le numerose sfide che mettono alla prova il settore: dai crescenti costi di produzione, ai grandi temi legati alla logistica fino alla problematica più recente della siccità.
«Alla crescente passione dei consumatori per piante e fiori e alla graduale ripresa di cerimonie ed eventi, – interviene Francesco Bellini – purtroppo non corrisponde un’altrettanta rosea prospettiva per i produttori: l’esplosione dei costi di produzione pesa ancora troppo sui budget aziendali, dai fertilizzanti agli imballaggi, al gasolio per il riscaldamento delle serre. I margini per chi produce piante in vaso e fiori recisi sono sempre più risicati».
«Abbiamo sentito la necessità di fare squadra – commenta il Presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini – perché non esiste un altro modo per fronteggiare le problematiche che accomunano le aziende associate. Come rappresentante di migliaia di imprenditori, so bene che unire le forze è l’unica via verso una risoluzione efficace alle molteplici sfide del settore».
A causa dei rincari energetici, le spese per i vivai sono in media raddoppiate (+95%) con punte che vanno dal +250% per i fertilizzanti al +110% per il gasolio o il +1200% per il metano per il riscaldamento delle serre, secondo l’analisi Coldiretti. Ma gli incrementi colpiscono anche gli imballaggi dalla plastica per i vasetti dei fiori (+72%) al vetro (+40%) fino alla carta (+31%) per i quali peraltro si allungano anche i tempi di consegna, in qualche caso addirittura quintuplicati.
Per una serra di mille metri la perdita netta è di 1.250 euro e chi non riesce e far fronte agli aumenti è costretto a chiudere o a riconvertire l’attività. E sono esplose anche le spese di trasporto, in un paese come l’Italia dove l’85% delle merci viaggia su gomma.
«In questo scenario – sottolinea Bellini – pesa il deficit logistico italiano per la carenza o la totale assenza di infrastrutture per il trasporto merci, che costa al nostro Paese oltre 13 miliardi di euro, con un gap che penalizza il sistema economico nazionale rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea. Il 68,8% delle imprese nazionali sta facendo i salti mortali per riuscire a mantenere in attivo le produzioni».
In Italia il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante è pari a 1,12 euro a chilometro, più alto di nazioni come la Francia (1.08 euro a chilometro) e la Germania (1.04 euro), ma addirittura doppio se si considerano le realtà dell’Europa dell’Est come la Lettonia, la Romania la Lituania e la Polonia secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga.
Il florovivaismo Made in Italy vale 2,5 miliardi di euro con 200 mila occupati su 30 mila ettari di territorio coltivati a livello nazionale in 21.500 aziende agricole coinvolte fra produzione di piante e fiori in vaso (14mila) e quelle di piantine da trapianto (7.500).
Dunque un comparto potenzialmente florido ma che purtroppo è stretto d’assedio dall’importazione di piante e fiori stranieri che secondo l’elaborazione di Veneto Agricoltura su dati Istat nel primo semestre del 2022 è aumentata del 72,7% passando da 181 milioni del primo semestre 2021 a 313 milioni nello stesso periodo dell’anno successivo.
Rispetto al dato nazionale il Veneto, pur essendo al primo posto per valori importati (53,4 milioni di euro, il 17% del totale nazionale) ha fatto registrare un incremento dell’import tutto sommato limitato a un + 38,9%.
«Gli arrivi di prodotti dall’estero in vent’anni sono praticamente raddoppiati – sottolinea Bellini -. Serre e vivai stanno subendo un attacco su due fronti: da un lato ci sono i cambiamenti climatici con lunghi periodi di siccità, caldo anomalo intervallato da gelate improvvise, dall’altro ci sono le conseguenze economiche e commerciali della guerra in Ucraina con i conseguenti rincari che ormai tutti conosciamo».
«L’emergenza idrica non è terminata – sottolinea Vantini –. Stiamo solamente vivendo una tregua che fortunatamente ci permette di portare a maturazione le nostre coltivazioni, ma non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia: il fenomeno della siccità è oramai endemico nel nostro territorio ed è questo il momento di predisporre le azioni future per evitare situazioni emergenziali come quelle ormai fin troppo note». 
«Il Tavolo di Lavoro del Florovivaismo – conclude Vantini – ha anche questo scopo: costruire insieme le condizioni per far fiorire di nuovo un settore che a Verona significa eccellenza».

Condividi ora!