Sabato 13 maggio sindacati uniti per il lavoro

di admin
Dal Veneto una delegazione di 7.500 lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati. Verso Milano, la piazza scelta per il Nord Italia, tre treni speciali e 60 pullman.

Sono centinaia in tutta la regione, le assemblee indette in queste settimane da Cgil, Cisl e Uil Veneto nei luoghi di lavoro pubblici e privati, nel territorio con pensionate e pensionati, con l’obbiettivo di favorire la massima partecipazione alla manifestazione sindacale unitaria "Per una nuova stagione del lavoro e dei diritti", che sabato 13 maggio riunirà a Milano, migliaia di partecipanti dalle regioni del Nord Italia. Dal Veneto partiranno 3 treni speciali e 60 pullman, molti si muoveranno con le proprie auto: saranno almeno 7.500 le lavoratrici e i lavoratori, le pensionate e i pensionati che prenderanno parte all’iniziativa. Una manifestazione che segue quella di sabato scorso a Bologna e precede quella di sabato 20 maggio a Napoli.
È una consistente mobilitazione messa in campo per sostenere le richieste sindacali al Governo e al sistema delle imprese, allo scopo di ottenere un cambiamento delle politiche industriali, economiche, sociali e occupazionali ritenute inconsistenti e inefficaci:  «L’obbiettivo è di rimettere al centro del modello di sviluppo un lavoro qualificato e tutelato nei suoi diritti – dichiarano Tiziana Basso, segretaria generale Cgil Veneto, Gianfranco Refosco, segretario generale Cisl Veneto, Roberto Toigo, segretario generale Uil Veneto –, che consenta alle persone di vivere dignitosamente e di contribuire al progresso della società. Va colta e valorizzata, anche con il coinvolgimento del sindacato confederale, la grande opportunità offerta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza che può metterci nelle condizioni di vincere le sfide della transizione digitale e della conversione ecologica del sistema industriale. Lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati vogliono partecipare, con la loro intelligenza e il loro impegno, al cambiamento di cui il Paese ha bisogno. Perciò non ci fermeremo finché le nostre istanze non saranno ascoltate e la politica economica e sociale del Governo non andrà nella direzione auspicata dal mondo del lavoro».
«È necessario che il Governo metta in campo un confronto strutturato con il sindacato per affrontare le urgenze e le priorità del momento, a partire dall’inflazione, che sta erodendo il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati.  Finora è costata oltre a una mensilità di stipendio e continua a essere troppo alta anche nell’anno in corso» sottolineano i tre segretari, che aggiungono: «Da tempo chiediamo un taglio delle tasse sul lavoro strutturale e permanente. Il provvedimento varato dal Governo il primo maggio risponde parzialmente alle nostre richieste ma va reso strutturale. E non basta intervenire sulla leva fiscale: le risorse possono essere reperite tassando le imprese che hanno realizzato extraprofitti, per una più equa distribuzione della ricchezza, e serve rinnovare i contratti collettivi».
La crisi e l’inflazione riducono anche le risorse destinate al welfare, a partire da Scuola e Sanità. Perciò si chiede a chi ha responsabilità di governo, sia a livello locale che centrale, di intervenire. Altrimenti saranno messi in discussione servizi fondamentali per i cittadini, in particolare per quelli più fragili, che non hanno la possibilità di rivolgersi ai privati: tutte criticità che stiamo misurando anche nella nostra regione.
«C’è poi l’enorme tema della precarietà del lavoro, su cui il Governo sta andando nella direzione sbagliata – dicono ancora Cgil, Cisl e Uil Veneto –. È un problema che va risolto se si vuole dare una prospettiva alle nuove generazioni, che sempre più spesso lasciano il Paese per trovare opportunità di realizzazione all’estero, aggravando l’inverno demografico in corso da tempo nella nostra società. In Veneto, negli ultimi decenni, abbiamo perso 250mila ragazze e ragazzi. E il lavoro instabile, ricattabile, insieme alla deregolamentazione selvaggia del sistema degli appalti e dei subappalti, è anche la prima causa degli incidenti mortali e degli infortuni. Una strage da fermare con ogni mezzo.
Infine il tema della riforma previdenziale: nonostante gli impegni assunti da quasi tutti i partiti in campagna elettorale sul superamento della Legge Monti-Fornero, il confronto di fatto si è interrotto. Servono risposte per garantire un sistema pensionistico sostenibile sia dal punto di vista economico che sociale, senza dimenticare che la migliore garanzia in tal senso è un lavoro pagato in maniera equa e con versamenti contributivi adeguati.

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