Decreto Lavoro, Confcommercio Verona: «Un passo in avanti da rendere strutturale»

di admin
Confcommercio Verona è intervenuto sul Decreto legge Lavoro approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.
Confcommercio Verona interviene sul Decreto legge Lavoro approvato ieri dal Consiglio dei Ministri: «Si tratta di un passo avanti importante che va però reso strutturale per gli anni futuri», spiega il direttore generale Nicola dal Dosso.
«Bene l’intervento di riduzione di tre punti del cuneo contributivo, ovvero il costo del lavoro, sui redditi da lavoro dipendente perché è una misura fondamentale per l’economia perché restituisce potere di acquisto alle famiglie e quindi rivitalizza i consumi. L’azione di progressiva riduzione del cuneo fiscale e contributivo sul costo del lavoro dovrà, però, proseguire con determinazione e, intanto, andrà chiarita la strategia da attuare, nel 2024, per confermare l’ammontare cumulato dei tagli al cuneo fin qui operati (pari a 8,3 miliardi di euro per l’intero 2023). Manca però la detassazione degli aumenti contrattuali che sarebbe stabilità all’occupazione».
Dal Dosso commenta anche l’introduzione dell’assegno di inclusione (che manda in soffitta il vecchio reddito di cittadinanza) e lo strumento di attivazione: «Emerge il giusto obiettivo di promuovere un sistema di sicurezza sociale più saldamente fondato sul lavoro».
Un orientamento confermato, tra l’altro, dalla cumulabilità dell’assegno di inclusione con redditi da lavoro fino a 3.000 euro all’anno, dagli sgravi contributivi per l’assunzione – con contratti a tempo indeterminato o a termine – di beneficiari dell’assegno, ed anche dal nuovo incentivo per l’assunzione dei “Neet”: i giovani che non lavorano e che non sono inseriti in percorsi di studio o formazione.
«Per l’assegno di inclusione e per lo strumento di attivazione al lavoro, sarà comunque cruciale, ancora una volta, la dimensione attiva degli interventi: per il buon esito tanto dei percorsi personalizzati, quanto del circuito delle misure di contrasto dei rischi di esclusione sociale e lavorativa» continua Dal Dosso.
«Per i contratti a termine oltre i 12 mesi e fino a 24 mesi – prosegue il DG – la contrattualizzazione delle causali potrà contribuire a rispondere all’esigenza di una buona flessibilità ed al contrasto del lavoro irregolare. Al contempo, si renderà necessario un utilizzo accorto dei livelli di contrattazione per contenere rischi di contenzioso. Giuste le semplificazioni concernenti gli obblighi informativi in materia di rapporti di lavoro e la maggiore agibilità – che va resa più inclusiva – dell’apprendistato professionalizzante e dei contratti di prestazione occasionale nel settore turistico e termale».
«L’emergenza Covid ha poi impresso una significativa rivoluzione nel rapporto vita-lavoro, facendo emergere con forza una nuova sensibilità delle persone che vogliono conciliare sempre di più la propria vita privata con il lavoro – conclude Dal Dosso -. Oggi le nostre imprese si confrontano con il grave problema di mancanza di personale, che incide pesantemente sulla produttività: Confcommercio Verona ha attuato e sta attuando misure e iniziative, anche in collaborazioner con la Camera di Commercio e i nostri Enti bilaterali, per avvicinare sempre più mondo delle imprese e lavoratori».

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