Ristoratori Veneti a Roma: «Via le commissioni sui POS»

di admin
L’Associazione dei ristoratori ha redatto un nuovo documento contenente undici proposte a tutela degli imprenditori, delle famiglie e dei lavoratori del comparto, che è stato consegnato nei giorni scorsi al presidente della Camera, Lorenzo Fontana.

I vertici dell’associazione Ristoratori Veneto & Ho.Re.Ca.  tornano a far sentire la propria voce sullo spinoso tema dei pagamenti POS. Nonostante le numerose richieste sottoposte all’attenzione del Governo nell’ultimo anno, da Roma non è arrivata infatti nessuna iniziativa per arrivare all’abolizione delle commissioni bancarie e del canone POS, come proposto da Alessia Brescia, presidente dell’Associazione, e Leo Ramponi, vicepresidente.
«Lo scorso anno le banche hanno incassato cinque miliardi di utili sui POS – sottolinea Ramponi -. Questi soldi non sono andati ai contribuenti  o allo Stato o a noi ristoratori. Perché dobbiamo lavorare per le banche che non ci danno nulla, ma addirittura dobbiamo pagare gli interessi?».
«Il legislatore ci obbliga ad accettare questo sistema di pagamento scaricando ogni costo su di noi – ha poi sottolineato Brescia -. Il POS, di cui tutte le nostre attività erano già dotate, prevede costi molto alti per l’esercente: oltre all’installazione che può arrivare fino a 100 euro e al canone mensile che può variare dai 10 ai 50 euro, ci sono le commissioni, che su un caffè possono toccare l’1.9% e in generale fino al 4%».
L’Associazione Ristoratori ha redatto un nuovo documento contenente undici proposte a tutela degli imprenditori, delle famiglie e dei lavoratori del comparto.
Pochi giorni fa Brescia e Ramponi si sono recati a Roma per consegnare personalmente sei copie al Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, che si è impegnato a portare le richieste del settore all’attenzione dei Ministri di competenza.
Tra gli undici punti elencati: la rinegoziazione dei contratti di locazione e il blocco degli sfratti per tutto il 2023, l’abolizione o sospensione del Durc, l’eliminazione delle commissioni sui buoni pasto elettronici.
«Abbiamo attivato già  da molto tempo una campagna di sensibilizzazione – ribadisce Alessia Brescia -. Ogni nostro associato ha esposto la locandina: "Non aiutare le banche, paga in contanti” per informare e ricordare che la moneta legale è il contante, il resto sono servizi privati a pagamento».
«Auspichiamo che, nella nuova legge di bilancio, visto che I tempi non sono più stretti come in quella del 2023, si intervenga verso questa direzione: No alle commissioni», aggiunge Antonio Leone.

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