Abbigliamento da lavoro: cosa dice la normativa?

di admin
I vestiti da indossare sul luogo di lavoro non sono sempre oggetto di libera scelta personale, ma in alcuni casi devono rispettare specifici canoni definiti dal datore di lavoro o addirittura ricadere su precise divise, tenute o dispositivi obbligatori per legge e finalizzati a proteggere la salute e l’incolumità del lavoratore stesso. Anche l’abbigliamento, ormai…

I vestiti da indossare sul luogo di lavoro non sono sempre oggetto di libera scelta personale, ma in alcuni casi devono rispettare specifici canoni definiti dal datore di lavoro o addirittura ricadere su precise divise, tenute o dispositivi obbligatori per legge e finalizzati a proteggere la salute e l’incolumità del lavoratore stesso.
Anche l’abbigliamento, ormai da quasi 25 anni, è diventato un affare della legislazione, che ha emanato precise norme e specifiche circolari, volte proprio a regolamentare diritti e doveri di datori di lavoro e dipendenti.
Questo vale soprattutto per tutte quelle circostanze in cui questi ultimi sono tenuti a indossare divide idonee a rappresentare l’identità dell’azienda per cui lavorano o molto più semplicemente a proteggerli da ambienti nocivi per la loro salute.
Anche per questa ragione, col tempo, sono sorte numerose aziende dedite alla produzione di tenute da lavoro, con i materiali più idonei all’ambiente in cui il lavoratore dovrà operare. Ne è un esempio BeUniform.it, tra i leader di settore, in cui è possibile trovare le più diffuse divise da lavoro, nei comparti produttivi più disparati.
Al di là di questo, però, a chi tocca la spesa per la divisa da lavoro e quando si è obbligati a indossarla?

Cosa dice la legge

La circolare del Ministero del Lavoro n. 34 del 1999 stabilisce tre situazioni in cui è importante indossare una tenuta da lavoro idonea.
La prima, e più importante, riguarda la prevenzione dai rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, poi anche per prevenire l’usura degli abiti normalmente indossati e infine per far emergere il carattere distintivo dell’identità aziendale, a ogni livello operativo.
Secondo questo ordine, cambiano anche obblighi e doveri degli attori coinvolti. In caso di rischio conclamato per i lavoratori, infatti, il datore di lavoro è obbligato a fornire ai suoi collaboratori tutti i Dispositivi di Protezione Individuale utili a proteggerli dai rischi sul luogo di lavoro e questi sono obbligati a indossarli nel modo adeguato.
Per ciò che concerne la protezione dei vestiti dall’usura e l’identità aziendale, viene lasciata maggiore libertà ai datori di lavoro su cosa rendere obbligatorio e cosa no e chi dovrà provvedere alla spesa.
Generalmente, infatti, viene indicato nel contratto di lavoro l’eventuale obbligo a rispettare uno specifico dress code, sul luogo di lavoro, o semplicemente l’adozione di una specifica divisa necessaria a distinguere la categoria e il brand.
In quest’ultimo caso, non è detto che la divisa venga necessariamente fornita dal datore di lavoro, che può comodamente rinviare il lavoratore verso un fornitore convenzionato, addossandogli anche la spesa.

Che caratteristiche devono avere i DPI?

Quando in ballo c’è la sicurezza dei lavoratori, allora l’abbigliamento adeguato e l’impiego di DPI diventa un obbligo, oltre che una scelta del datore di lavoro che, preventivamente, deve valutare comunque il livello di rischio per individuare i dispositivi più idonei.
Questi, secondo quanto stabilito dagli artt. 74 e successivi del Decreto Legislativo n. 81 del 2008 devono rispettare precisi criteri di adeguatezza rispetto alle necessità del lavoratore, ai pericoli da prevenire, tutela dal rischio, le esigenze ergonomiche del lavoratore e le condizioni dell’ambiente di lavoro in cui questi ultimi dovranno operare.

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