Comunità energetiche: carpe diem!
di adminSe stessimo scrivendo di astronomia, potremmo tranquillamente parlare di congiunzione astrale. Parliamo, invece, di comunità energetiche, ma il concetto non cambia. Questo 2023 si è aperto nei migliori dei modi per le CER.Dopo la delibera di ARERA che regola incentivi e funzionamento dell’energia prodotta e condivisa in autonomia attraverso le fonti rinnovabili, arriva ora una seconda importante notizia che riguarda le comunità energetiche e i comuni italiani: quelli sotto in 5000 abitanti potranno ricevere un finanziamento a fondo perduto fino al 40% della spesa per la realizzazione di un impianto che non dovrà, in ogni caso, superare i 2 megawatt di potenza. L’altro 60% può comunque rientrare nel finanziamento agevolato grazie ai fondi PNRR che per questa rivoluzione green di comunità mette a disposizione 2,2 miliardi di euro.
La notizia del 40% di contributo senza obbligo di restituzione nasce da una trattativa tra il governo e la Commissione europea. Il decreto è ancora in fase di elaborazione, ma è prossimo alla sua definizione, si parla di questa primavera, attorno ad aprile. Il sistema di incentivi, più premiante nelle regioni del Nord a causa della minore esposizione solare, potrà arrivare fino a un tetto massimo di 5 gigawattora di capacità installata.
Con questo quadro generale, i primi cittadini dei municipi sotto i 5000 abitanti si trovano davanti a un cartello gigante con scritto “no more excuse”, niente più scuse.
Lo si deve fare. Per tre motivi: per cogliere un’opportunità difficilmente ripetibile; per offrire alla propria comunità di riferimento (imprese e famiglie) una soluzione rapida al caro energia; per dare una risposta green e sostenibile, anche agli occhi delle nuove generazioni.
L’opportunità va colta ora o mai più, carpe diem!
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