Fabio Zenato nuovo presidente Consorzio Tutela Lugana DOC

di admin
Raccoglie l’eredità di Ettore Nicoletto e si appresta a traghettare la DOC che si dimostra in crescita ed in buona salute. Il Consorzio è presente in questi giorni al Vinitaly 2022 con una prestigiosa Masterclass condotta da Filippo Bartolotta, che si terrà domani

«Il Lugana è una DOC in crescita e in piena salute, nonostante gli anni non facili che abbiamo affrontato».

Queste le prime parole del nuovo presidente del Consorzio del Lugana, Fabio Zenato, che è stato eletto all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione della DOC del Lago di Garda.

Parte con i migliori dei presupposti il nuovo corso della DOC da 27 milioni di bottiglie prodotte nel 2021 che raccoglie un’importante eredità, un percorso di crescita e di sviluppo portato avanti dalle precedenti amministrazioni.

«Il mio lavoro e del nuovo board per i prossimi anni sarà sulla scia dell’eredità prestigiosa che raccogliamo, che ha portato il Lugana ad essere una denominazione sana e di grande vitalità. Ringrazio Ettore Nicoletto, che mi ha preceduto, perché ha saputo dare una voce importante al Lugana e traghettare la denominazione nei difficili anni della pandemia», ha dichiarato Fabio Zenato.


Vinitaly 2022, che sta avendo luogo in questi giorni a Veronafiere, è la prima occasione ufficiale in cui viene presentata al pubblico internazionale la nuova presidenza. Il Consorzio del Lugana sarà protagonista della kermesse veronese con lo stand presso il Pala Expo A9-A11, dove sarà proposta in degustazione una folta selezione di circa un centinaio di tipologie e brand di Lugana.

Per raccontare il vino nelle sue molteplici sfumature il Consorzio proporrà inoltre un Masterclass dal titolo Il Lugana in sei atti. Seminario alla scoperta di un vino, del suo vitigno e delle sue tipologie produttive condotta dal wine expert Filippo Bartolotta domani, martedì 12 aprile, alle ore 16.30 negli spazi di Ascovilo.

Il Lugana nella sua versione più Classica, Riserva, Vendemmia Tardiva, annate giovani e vecchie…una degustazione a 360 gradi in cui le etichette saranno bendate e solo alla fine del percorso saranno svelate.

La DOC Lugana è una delle poche denominazioni italiane in controtendenza rispetto all’ondata pandemica«Gli ultimi sono stati anni felici, anche numericamente parlando, per la nostra denominazione – ha spiegato Fabio Zenato -. Il Lugana è uno dei pochi vini italiani che ha registrato, nonostante la pandemia, una crescita di prodotto imbottigliato a due cifre (+12% di anno in anno). Inoltre, è importante segnalare che parallelamente, negli ultimi anni, anche il valore medio a scaffale è aumentato, sinonimo di una filiera produttiva in equilibrio».


Il Consorzio per la Tutela del Lugana nasce nel 1990 allo scopo di proteggere e valorizzare la denominazione “Lugana” e il suo vino. Riunisce oggi il 90% dei produttori di Lugana. La sua azione si sviluppa con pari energia in due direzioni: verso il pubblico esterno per promuovere il territorio ed il suo vino e, all’interno della DOC, verso gli stessi produttori.

Nonostante il disciplinare di produzione preveda la presenza di un eventuale quota del 10% di vitigni complementari a bacca bianca, purché non aromatici, oggi i produttori della zona tendono a vinificare in purezza il Lugana esclusivamente con uve Turbiana. L’attuale disciplinare di produzione prevede ben cinque tipologie di Lugana.

La promozione della denominazione si estende anche oltre i confini nazionali, principalmente in mercati come USA, Europa dell’Est e mercati asiatici. La qualità del Lugana si dimostra in linea con le esigenze del consumatore di oggi, giovane e attento, che cerca in un vino freschezza, fragranza, ma anche struttura e longevità.

Condividi ora!