Confartigianato Imprese Verona incontra il prefetto: chiesto intervento nel settore trasporti, costi eccessivi

di admin
Il presidente dell'Associazione artigiana di Verona, Roberto Iraci sareri, ha incontrato il prefetto scaligero Donato Cafagna. Chiesto un intervento urgente per risollevare il settore trasporti: l'aumento dei prezzi del carburante ha scatenato una crisi senza precedenti. Indetto sciopero dei mezzi dal 4 aprile.

«Proprio questa mattina ho ricevuto la telefonata di un imprenditore artigiano, il quale mi ha comunicato che, dopo aver tenuto duro per più di due anni, prima a causa della pandemia, poi per la situazione insostenibile venutasi a creare con i vergognosi rincari dell’energia, ha preso la decisione di chiudere definitivamente l’attività. Non ce la fa più. Queste telefonate mi fanno male».
Ha esordito così, il presidente di Confartigianato Imprese Verona, Roberto Iraci Sareri, nell’incontro in collegamento on-line che l’Associazione artigiana ha richiesto e ottenuto la scorsa settimana con il Prefetto, Donato Cafagna. L’obiettivo, è stato affrontare lo stato di profonda crisi nel quale è piombato il mondo dell’autotrasporto professionale a seguito dei rincari fuori controllo dei prezzi dei carburanti.
Nei giorni scorsi, Confartigianato aveva già inviato una lettera a tutti Parlamentari veronesi, chiedendo loro di sostenere l’emendamento al Decreto Legge Energia, riguardante il trasporto su strada professionale di merci e di viaggiatori, presentato a livello nazionale da Confartigianato. Molti di loro, sia tra i Deputati sia tra i Senatori, hanno risposto garantendo sostegno.
Uguale attenzione è stata assicurata dal prefetto Cafagna, il quale ha ascoltato con attenzione gli interventi dei rappresentati di Confartigianato Verona collegati: oltre al Presidente Iraci Sareri, il presidente di Confartigianato Trasporti Verona, Paolo Brandellero, il direttore dell’Associazione artigiana scaligera, Valeria Bosco e il coordinatore del Settore categorie Luca Baldani Guerra.
«In merito alla situazione in cui sta piombando il mondo della micro e piccola impresa a causa dei rincari dei carburanti e dell’energia – ha proseguito il presidente Iraci Sareri rivolto al Prefetto –, chiediamo di farsi portavoce del profondo disagio che stanno vivendo le nostre imprese del territorio. Le risposte arrivate sino ad ora dal governo non sono sufficienti, come nel caso dei 15 centesimi di euro al litro di compensazione sul prezzo dei carburanti ipotizzati dal Viceministro Bellanova nell’incontro con le Confederazioni dell’autotrasporto. Per le imprese di settore, che di litri ne utilizzano a migliaia ogni giorno, con aumenti del gasolio che hanno superato di molto 1 euro, si tratterebbe di una goccia nel mare assolutamente insufficiente per andare avanti. Per questo motivo l’unione delle confederazioni dell’Autotrasporto ha proclamato il fermo dei servizi di autotrasporto a partire dal 4 aprile. Una soluzione che, responsabilmente, ci auguriamo arrivi come extrema ratio e che non si verifichi, perché significherebbe aver ricevuto risposte concrete certe da parte delle Istituzioni».

La parola è poi passata a Paolo Brandellero, presidente della categoria Trasporti (autotrasporto merci e persone) di Confartigianato Verona, il quale ha sottolineato che «stavamo uscendo da più di due anni di pandemia, durante i quali gli autotrasportatori di merci hanno, nel vero senso della parola, tenuto in piedi il Paese, garantendo approvvigionamenti e spesso lavorando talvolta al limite della perdita, senza avere il camion carico nel viaggio di ritorno, al contempo i trasporti di viaggiatori sono stati falcidiati dallo stop del turismo e degli spostamenti. Stavamo iniziando a vedere i primi cenni di ripresa, ma poi sono arrivate le speculazioni, iniziate ben prima del conflitto tra Russia ed Ucraina, e tutti gli sforzi da noi compiuti se ne stanno andando in fumo. Stiamo subendo rincari talmente elevati che il pensiero, ogni giorno, è quello di dover valutare se perdere i clienti committenti, tenendo fermi i camion nei piazzali, piuttosto di lavorare in perdita e rimetterci per pagare dipendenti e rifornimenti ai mezzi. Le proposte arrivate dal governo sono solo un palliativo: nel giro di quindici giorni o al massimo un mese, molte imprese di autotrasporto non ce la faranno più e chiuderanno. Chiediamo solo di poter lavorare, non di diventare ricchi, ma di poter continuare a tenere in piedi l’Italia».
«Una situazione di insostenibilità – ha chiarito Valeria Bosco, direttore della Confartigianato scaligera – che, paradossalmente, sta colpendo in maniera più dura gli imprenditori che, scommettendo su loro stessi, hanno provveduto a rinnovare il parco mezzi, acquistando veicoli ad esempio a metano sia liquido che liquefatto, ed oggi si ritrovano costretti a fermarli, perché addirittura meno convenienti dei vecchi automezzi a gasolio, che pure sono diventati dei pozzi senza fondo che ingoiano migliaia di euro».
«Per rifornire un serbatoio di 600 litri di un camion – ha aggiunto Baldani Guerra – occorrevano il 21 dicembre 2020 782 euro, il 21 dicembre 2021 952 ed il 13 marzo di quest’anno non bastano 1.320 euro, coloro che hanno veicoli a ecologici a metano complesso nell’ultimo anno si sono visti triplicare il costo del carburante e quelli a metano liquefatto LNG/GNL addirittura quadruplicare i costi del carburante. Inoltre le imprese devono fare i conti anche con la scarsità di carburante in particolare per l’extrarete».
«Ho ricevuto la vostra nota e la proposta di emendamento presentata da Confartigianato Trasporti a livello nazionale – è stata la risposta del prefetto di Verona, Donato Cafagna –. Ho ascoltato con attenzione le vostre rimostranze e non posso che concordare sul fatto la situazione di grave difficoltà sia sotto gli occhi di tutti e colpisca sia noi utenti della strada, sia in particolare gli operatori del trasporto professionale, per i quali il disagio si amplifica esponenzialmente per il carico di costi che incide sulla gestione imprenditoriale. Del gravissimo problema se n’è parlato anche durante l’inaugurazione della fiera LETExpo, alla quale ho presenziato, convincendomi che la cosa fondamentale, per tutto il territorio, è che Verona rimanga punto di riferimento per la logistica e il trasporto. So, perché anche voi me lo avete confermato, che c’è impegno da parte del governo, con un tavolo di confronto aperto permanentemente con il Ministero Mobilità e Infrastrutture, perché tutti riconoscono che gli autotrasportatori, durante il periodo della pandemia, hanno fatto sì che il Paese non si fermasse. Ora, dunque, è il momento di venirvi incontro, di risposte adeguate alle vostre istanze».
«Non nascondo che già qualche settimana fa, dopo che era stato espresso il malcontento proveniente dalla categoria, anche grazie all’intervento di Confartigianato – ha proseguito Cafagna –, ho segnalato la situazione ai Ministeri dell’Interno e dello Sviluppo Economico. A maggior ragione, ora, anche sulla base del materiale che mi avete fornito, mi farò portavoce delle vostre richieste nei confronti degli organi centrali. La speranza, mia e vostra, è che si arrivi ad un decisivo contenimento dei costi dell’energia e dei carburanti, perché è più che indubbio che sia in atto una manovra speculativa intollerabile. E’ necessario che ci applichi uno stretto e tempestivo controllo dagli organi regolatori e che Governo ed Unione Europa intervengano con decisione».

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