Flavio Guerra: «Edilizia in gran ripresa. Spaventano i rincari»
di adminGuerra, dopo anni e mesi difficili, l’edilizia sembra essere ripartita.
Verona ha perso oltre mille imprese, si parla a livello nazionale di 11 mila lavoratori persi, maestranze difficilmente recuperabili perché l’edilizia è un lavoro che non si impara dall’oggi al domani. Veniamo da anni bui dove i tre settori con cui si divide l’edilizia – il settore ingegneristico, quello residenziale e infrastrutturale – hanno sofferto tremendamente. Grazie a questo governo, al buonissimo lavoro a mio avviso di Draghi, che ha portato fiducia, grazie ai bonus, ma soprattutto grazie al Pnrr, si è creata un’aspettativa grande nei confronti dell’edilizia.
Si sta muovendo il settore residenziale, c’è una forte domanda anche perché le banche hanno aperto nuove linee di credito. Poi il Covid ha chiuso tutti in casa, si è creata una nuova domanda con nuove esigenze abitative. In edilizia stiamo vivendo una “primavera” che io non avevo mai visto. Non nego che difficilmente oggi riusciamo ad evadere i preventivi.
Tanti bonus, cosa succederà nel momento in cui questi bonus termineranno?
Col superbonus 110% è passata l’idea che ci sono pasti gratis per tutti, e quindi tutti si buttano, non si va a ristrutturare la casa perché è necessario, ma si fa perché c’è il bonus, e devo correre altrimenti lo perdo. Questa è l’aspettativa. Il rischio è che in questa frenesia si intrufolino le imprese che non hanno né arte né parte. Quindi un giorno pagheremo dei dazi, pagheremo dei lavori fatti male che non so se li pagherà lo Stato o chi altro li pagherà.
Al di là dell’effetto speculativo, per me rimane la bontà di questo incentivo e Draghi lo sta già prorogando al 2023, c’è chi chiede al 2024. Sarebbe importante perché ricordiamo che l’Italia ha un patrimonio immobiliare unico al mondo. Noi abbiamo oltre 25 milioni di edifici di cui l’80% in proprietà, non c’è nessun Stato che ha un patrimonio di edifici così.
Il 60% di questi edifici non sono a norma cioè sono edifici costruiti negli anni ‘60 o ‘70 che non rispondono ai criteri attuali. L’idea dell’incentivo è buona perché ci permette di riqualificare. Ripeto, si parla di milioni di edifici che non sono a norma sismica, quindi lo Stato sta investendo perché nel lungo periodo, tutto questo avrà dei benefici.
Quanto preoccupa l’aumento del costo delle materie prime?
La nostra azienda spazia dal settore pubblico al settore privato e non nascondo che ho dovuto fare la revisione di alcuni contratti. Il legno è salito del 150%, il ferro del 50%, il polietilene anche, ma soprattutto nemmeno si trovano. Quindi l’aumento rischia di compromettere la ripresa, rischia di compromettere la voglia di ripresa delle imprese. In ogni caso faccio parte di quella parte di imprenditori che è convinta che si tratti di un’inflazione non duratura, ma solo temporanea.
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