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Vendemmia 2021, si parte tra due settimane con le uve precoci

di admin
Vendemmia 2021: previsioni e problemi. Ogni anno, in Veneto, lavorano 14mila stagionali, e, fra Verona e Treviso, 4mila. E il tema “green pass”?

La vendemmia, nel Veronese, inizierà con il Chardonnay, tra un paio di settimane. Si continuerà, poi, con il Pinot Grigio, con il Custoza, con il Valpolicella e, quindi, con il Bardolino. L’annata promette bene, con uve sane e produzione, nella media. Ma, c’è l’interrogativo manodopera, dovuto ai riflussi della pandemia e alla novità del green pass.

«La vendemmia 2021 si prospetta, con un ritardo della maturazione, di circa una decina di giorni, rispetto alle annate 2020 e al 2019, ma con un’ottima qualità delle uve e una produzione maggiore di circa il 2%, rispetto alle altre regioni, che vede il Veneto in controtendenza rispetto al resto del Paese» sottolinea Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Verona e del Consorzio Valpolicella.

«Prevedo, invece, qualche difficoltà, sul fronte della manodopera. Molti lavoratori dell’Est, in prims, i romeni, ma, anche i moldavi e i polacchi, sono scomparsi, dal lockdown della scorsa primavera, e gli italiani, dopo il ritorno nei campi dell’anno scorso di persone di tutte le età, rimaste senza occupazione, in conseguenza dell’emergenza Covid, sono tornati alle abituali occupazioni, nella ristorazione o nel turismo. La raccolta in Valpolicella comincerà, a metà settembre, e c’è ancora tempo per reperire personale, ma, un po’ di preoccupazione, c’è visto che la raccolta, soprattutto per l’uva da Amarone, è tutta manuale ed esige operai, con esperienza, in quanto si devono selezionare i grappoli migliori».

Franco Cristoforetti, neo presidente del settore vitivinicolo di Confagricoltura Verona e presidente del consorzio di tutela Bardolino e Chiaretto, ha meno timori: «Nel nostro territorio, la meccanizzazione ha preso parecchio piede e, inoltre, parecchie aziende hanno lavoratori stranieri fissi, che vengono impiegati per tutta la durata dell’anno, durante le diverse lavorazioni – spiega -. Vedremo, comunque, a fine agosto, quando si faranno i contratti, per gli stagionali. Assistiamo a un acceso dibattito, sul green pass, relativo ai lavoratori, ma per quanto ci riguarda riteniamo difficile che venga reso obbligatorio, in quanto creerebbe un problema, per il reperimento del personale. Peraltro, per il lavoro in campagna, avrebbe poco senso, dato che si svolge per la maggior parte all’aperto».

«Comunque, è inutile fasciarsi la testa prima del tempo e, intanto, posso dire che, nel territorio del Bardolino, la vendemmia si prospetta buona, media come quantità, con un ritardo di dieci giorni: verso il 6 settembre, partiremo con Pinot Grigio e Chardonnay, dopo il 25, con il Bardolino. La differenza, d’ora in avanti, la farà tutto il meteo: servono sole e caldo, di giorno, e fresco, di notte».

Le preoccupazioni, sopra esposte, sono realtà, che preoccupano, ma siamo certi che i viticoltori, nel nostro caso, veronesi, dotati, come sappiamo, di volontà, di esperienza e di tenacia, supereranno le stesse, in un’annata, che, come sopra, possiamo leggere, si presenta, fortunatamente, sinora, positiva.

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