GLI SCALIGERI A VERONA. Il Rotary Club Verona ha donato al Comune di Verona un rilievo tridimensionale dell’arca di Mastino II Della Scala (1308-1351).
di adminIn occasione dei 700 anni della morte dell’Alighieri, il Rotary Club Verona, presieduto da Renzo Nicolai, accogliendo la proposta dell’assessore ai Rapporti con UNESCO e al Turismo del Comune di Verona, Francesca Toffali, di donare al Comune un rilievo digitale, con mappa, del degrado dell’arca monumentale di Mastino II della Scala – capolavoro dell’arte gotica, costruito fra il 1340 e il 1351 – finanziando la sua realizzazione, a cura del Dipartimento di Ingegneria civile e architettura dell’Università (DICAr) di Pavia. Hanno eseguito l’intervento, con massima precisione, giovani ricercatori, guidati dal prof. Sandro Parrinello, ponendo a disposizione degli Uffici comunali veronesi la pianta, l’alzato e un rilievo tridimensionale dell’arca. Sui disegni dell’arca, ripresa in ogni suo dettaglio, è stata stesa una accuratissima mappa del degrado, in cui l’arca si trova, Tale documentazione, sia in formato digitale, che cartaceo, permetterà al Comune di procedere al progetto di restauro della tomba, a cura della Direzione Edilizia Monumentale e della Direzione Musei del Comune di Verona, secondo le indicazioni della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio. Parte originale del rilievo riguarda la camera ipogea, posta sotto l’arca di Mastino II, che ha fatto porre l’attenzione, anche sui resti scheletrici, in essa contenuti. In merito, il soprintendente, dr, Vincenzo Tiné, porrà a disposizione specialisti della Soprintendenza, per la verifica archeo-antropologica del contenuto dell’arca. Importante, dunque, contributo del Rotary Verona, che ha creato stretta collaborazione istituzionale fra Soprintendenza, Comune e Università, per lo studio della scaligera arca, secondo linee di ricerca attualissime, di grande interesse e foriere di sviluppi originali. Il Rotary Verona collaborerà con il Comune, anche ad iniziative divulgative del rilievo dell’arca, avvalendosi di un modello, in scala 1:30, del monumento , modello utile, anche alla fruizione di non vedenti. Nel quadro di dette iniziative, verrà approfondito il lato artistico e iconografico del monumento scaligero e evidenziato, come la Commedia di Dante sia divenuta, un riferimento per il volgare, già durante la signoria di Mastino II, Era il tempo, in cui il giudice Pietro Alighieri, figlio di Dante, venne ad esercitare, a Verona, tessendo relazioni anche con il poeta Rinaldo Cavalchini da Villafranca (1291-1362), autore riconosciuto, sia dell’epitaffio dell’Alighieri, sulla sua tomba, a Ravenna, sia delle iscrizioni funebri di Cangrande I della Scala e dello stesso Mastino II. Nella foto: l’arca di Mastino II è la prima, sull’angolo.
Pierantonio Braggio
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