Alla “Girolamo Luxardo S.p.A.”, dedicato un francobollo, celebrativo del 200° anniversario di fondazione dell’antica distilleria, a Zara.

di admin
Emesso da Poste Italiane, esso è parte della serie tematica “le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”.

          L’elegante pezzo è uscito il 23 marzo 2021, nel valore della tariffa B, pari a 1,10 €,e in trecentomila esemplari, in foglio, da quarantacinque pezzi. La vignetta riproduce una cartolina d’epoca, conservata presso l’Istituto Regionale per la cultura Istriano-Fiumano-Dalmata di Trieste, realizzata intorno al 1930, raffigurante una donna, con la classica bottiglia impagliata di Maraschino, straordinario liquore, che caratterizza l’azienda, sino dal 1821, con a fianco unbicchiere, su cui si staglia, in alto, il logo della Girolamo Luxardo. Completano il tutto la leggenda “LUXARDO”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione, come cennato, tariffaria “B”.L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile, presso lo Sportello filatelico dell’ufficio postale di Torreglia, Padova, comune, nel quale, oggi, Luxardo ha sede e stabilimento.In merito, raccontaPiero Luxardo, presidente di Luxardo S.p.A. nel Bollettino ufficiale di Poste Italiane, relativo all’emissione, in tema: Il 2021 è un anno particolarmente significativo, per la Luxardo S.p.A., che giunge al traguardo dei suoi 200 anni: un anniversario, che racchiude un lungo e complesso percorso di vicissitudini familiari, che si snodano attraverso la storia fino ad oggi. L’azienda, una delle più antiche distillerie esistenti al mondo, si distingue tra le poche società liquoristiche europee, ancora interamente di proprietà della stessa famiglia. “Essere qui a raccontare i nostri 200 annicommentaFranco Luxardo –è una profonda emozione. Non sempre è possibile festeggiare queste ricorrenze di person: a me succede oggi e ne sono orgoglioso: con il pensiero rivolto al passato e la speranza nelle nuove generazioni”.La ditta fu fondata da Girolamo Luxardo, nel 1821, a Zara, cittadina, sulle coste della Dalmazia, per secoli parte della Repubblica di Venezia. Girolamo, patrizio genovese dedito al commercio marittimo, si trasferì a Zara con la famiglia nel 1817, in veste di rappresentante consolare del Regno di Sardegna, dal quale, poi, si sarebbe sviluppato il nuovo Regno d’Italia. Sua moglie, la marchesa Maria Canevari, si dedicava – secondo l’uso del tempo – alla produzione di liquori in casa, in particolare del ‘Rosolio Maraschino’, specialità prodotta soprattutto nei conventi e ottenuta mettendo in infusione in alcol le marasche (ciliegie asprigne coltivate localmente), zuccherando e unendo essenza di rose, per profumare il tutto. L’elevata qualità di questo liquore diede l’idea a Girolamo di sfruttare l’iniziativa familiare, su scala industriale, introducendo l’importante innovazione di processo, costituita dalla distillazione a vapore. Fu così che, nel 1821, egli creò una fabbrica destinata alla produzione di Maraschino. Nel 1829 dopo otto anni di perfezionamenti, ottenne dall’Imperatore d’Austria, Francesco I, un ‘privilegio’, ossia, un brevetto, che gli riservava la produzione esclusiva per quindici anni. Fu la conferma della qualità superiore del liquore Luxardo, tanto che, ancor oggi, la denominazione di Privilegiata Fabbrica di Maraschino “Excelsior” Girolamo Luxardo è presente nella ragione sociale. Nel corso dell’Ottocento, l’azienda divenne la più importante distilleria di Zara, acquisendo, con il suo Maraschino,laleadership sui maggiori mercati mondiali dell’epoca. L’accorta politica economica di Michelangelo Luxardo, terza generazione, portò nel 1913 alla costruzione di un modernissimo stabilimento, fra i più grandi dell’Impero Austro-Ungarico. La felice espansione, che l’azienda conobbe, nel ventennio successivo alla Prima Guerra Mondiale, subì, tuttavia, un pesante arresto, nel 1940, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che portò notevoli restrizioni all’attività industriale e, nel novembre 1943, la quasi totale distruzione dello stabilimento, sotto pesanti bombardamenti anglo-americani.  Nel corso della ritirata delle truppe italiane e tedesche, dalla Dalmazia (1944), Zara venne occupata dai partigiani comunisti di Tito e gli abitanti furono obbligati a partire, esuli, verso la penisola, ma molti vennero ferocemente uccisi; fra loro Pietro Luxardo e il fratello Nicolò con la moglie Bianca, annegati nel mare di Zara. Confiscato lo stabilimento semidistrutto e dispersa la famiglia, sembrava che – dopo oltre un secolo – l’attività della Luxardo fosse destinata a cessare definitivamente.  L’unico dei fratelli superstiti della quarta generazione, Giorgio Luxardo, ebbe, tuttavia, il coraggio, sostenuto da una lungimirante visione imprenditoriale, di far ripartire da zero l’antica attività. Scelse, il 10 febbraio 1947, giorno del Trattato di Pace di Parigi, con cui la sua città natale, Zara, veniva ceduta alla Jugoslavia, per aprire assieme al giovane Nicolò III, lo stabilimento di Torreglia, in provincia di Padova, ai piedi dei Colli Euganei, inaugurando così un nuovo capitolo della storia aziendale.La quinta generazione composta da Nicolò III, Michele e Franco, dopo gli inevitabili sacrifici, dettati dalle traversie storiche, ha saputo, con un forte senso di appartenenza familiare, riportare l’azienda ai livelli di un tempo, sviluppando una completa gamma liquoristica, incrementando significativamente la presenza sul mercato nazionale e dedicandosi alla penetrazione commerciale, nei più svariati mercati mondiali. I primi anni ’80, grazie al consolidamento dei mercati esistenti e alle innovazioni introdotte sul piano gestionale, furono un periodo di consistenti investimenti, nello stabilimento di Torreglia. I tradizionali alambicchi in rame, le suggestive cantine d’invecchiamento e le modernissime linee di imbottigliamento sono gli elementi distintivi di un’azienda, che coniuga rispetto della tradizione e aggiornamento tecnologico. Oggi, la Luxardo, nello stabilimento di Torreglia, lavora ogni anno le sue marasche, controllando direttamente tutta la filiera, dalla materia prima, fino all’imbottigliamento, raggiungendo un totale di produzione di oltre 6 milioni di bottiglie l’anno. La sede si sviluppa su 12.000 mq coperti, conta circa cinquanta dipendenti, una novantina di collaboratori commerciali, in Italia, e oltre ottanta importatori, a livello mondiale. Il portfolio aziendale comprende un mix completo di brand, dal successo internazionale, per offrire al consumatore un’ampia gamma di liquori classici italiani. Maraschino e Cherry ‘Sangue Morlacco’, sono i due prodotti storici, ai quali si aggiungono altri liquori tipici della tradizione italiana come Sambuca, Amaretto, Limoncello, Aperitivo etc., unitamente ad un’ampia selezione di specialità aromatiche, per la pasticceria artigianale. Da circa un decennio, è stata inoltre avviata, con successo, una specifica linea di produzione di confetture di alta gamma, sempre destinate alla pasticceria.  In azienda, attualmente, lavorano insieme tre generazioni della famiglia, impegnate a garantire la dovuta continuità all’eredità di Girolamo Luxardo”. Ci troviamo dinanzi ad una dettagliata ed appassionata descrizione della storia, al tempo, straordinaria, triste e, quindi, di nuovo, con rifermento all’attualità, vivace e di grande contenuto, di generazioni di imprenditori, che hanno onorato, con lungimiranza, il nome d’Italia e che l’onorano, tutt’oggi, anche nel globo, con i propri eccellenti e tradizionali prodotti. Una storia, posta in luce dal francobollo celebrativo – un francobollo, che parla – del quale, sopra, abbiamo trattato, che dev’essere conosciuta e fatta conoscere, perché d’alto valore umano e didattico, nel senso, che la stessa intreccia momenti, come dianzi citato, di grande ascesa e momenti di grande, pesante sconforto, superati, questi ultimi, attraverso profonda passione e tenace impegno, profusi in duecento anni di importanti realizzazioni. La “Luxardo” merita, certo, un francobollo, quale quello attuale, destinato a farla conoscere, come grande esempio di alta imprenditoria italiana.                                                                                                                  Pierantonio Braggio

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